I telefoni di una volta conservano nel tempo un fascino immutato, fanno tornare alla memoria vecchie immagini, un ricordo che appartiene a storie ascoltate nell'infanzia oppure a scene viste in un vecchio film in bianco e nero.
Molti pensano che non siano più utilizzabili ma non è così, certo ci vuole un pò di pazienza nel comporre i numeri ma una volta iniziata una conversazione tenendo in mano una pesante cornetta in bachelite la telefonata acquista subito una maggiore importanza, proprio perchè non è una delle solite conversazioni fatte con il cellulare o con il cordles.
Si ha l'impressione di entrare in un'atmosfera d'altri tempi.
Anche se non si ha tempo per usarlo e si tiene solo a scopo di "arredamento" il suo fascino riesce a dare alla casa un'aria di "vintage" , quel qualcosa in più che colpisce subito l'immaginario di chi lo osserva.
Io in casa ne ho uno a muro simile a quello della foto e lo uso soprattutto per le telefonate in arrivo.
Negli ultimi anni ne ho acquistati alcuni, sia da muro che da tavolo, ne ho anche alcuni più recenti decorati con la tecnica del decoupage pittorico. Ora ho deciso di venderne alcuni.
Quello della foto puoi trovarlo cliccando su questo link http://www.prezzishock.it/972369,auction_id,auction_details
Altri telefoni decorati con la tecnica del decoupage
http://www.prezzishock.it/shop.php?parent_id=3168&user_id=112336
le ceramiche di marta
ceramica, découpage ed altri hobby creativi
venerdì 4 dicembre 2009
Collezionismo: vecchi telefoni a rotella
giovedì 26 novembre 2009
Un'idea regalo per il prossimo Natale


Le ceramiche sono di vario genere: piastrelle decorate, piatti da parete, orologi, vasi di varie forme, capoletto, acquasantiere e ......non aggiungo altro, aspetto la vostra visita.HAND PAINTED CERAMICS
martedì 17 novembre 2009
17 novembre: accendiamo una lucina per i gatti neri :)))))

giovedì 12 novembre 2009
Corso di ceramica "nudo femminile" modellato
terzo giorno di lezione
secondo giorno di lezione: il lavoro è già stato tagliato, svuotato internamente e riattaccato con la barbottina
primo giorno di lezione
ceramics majolica painted by hand
made in Italy
domenica 1 novembre 2009
Un video con le mie ceramiche e la musica dell'indimenticabile Herbert Pagani
Ceramica, biscotto oppure maiolica.
Piatti, piastrelle, pannelli con decorazioni varie: bacco, putti con frasi d'amore, limoni, stile art deco, stile farmacia, stile Caltagirone, capoletto, Madonna con Bambino,gatti, nudo di donna,velieri.
Con il meraviglioso sottofondo della voce di Herbert Pagani.
Le mie ceramiche sono in vendita su PrezziShock
http://www.prezzishock.it/shop/leceramichedimarta
Per me si tratta di un hobby e il ricavato delle vendite lo invio all'UNICEF e a Medici Senze Frontiere
Per contatti leceramichedimarta@live.it
venerdì 30 ottobre 2009
La rosa dei venti

LA ROSA DEI VENTI DIPINTA A MANO SU UN PANNELLO DI PIASTRELLE IN CERAMICA MAIOLICATA: UN REGALO SENZ'ALTRO ORIGINALE.
Tra non molto si dovrà iniziare a pensare ai regali di Natale e non è mai un problema da poco, soprattutto se si vuole fare bella figura senza per così dire "svenarsi"
Se un oggetto in ceramica dipinta a mano può essere un'idea ne potete trovare di svariato genere nel mio negozio su PrezziShock.it nel quale potete entrare clikkando QUI: LE CERAMICHE DI MARTA
La rosa dei venti è la rappresentazione schematica dei punti cardinali: nord, sud, est e ovest e delle direzioni da questi determinate, diffusasi a partire dalla Repubblica di Amalfi, ai tempi delle Repubbliche Marinare. Per il Mediterraneo è centrata a Malta.
la rosa dei venti più semplice è quella a 4 punte formata dai soli quattro punti cardinali:
Nord (N 0°) anche detto settentrione o mezzanotte e dal quale spira il vento detto tramontana
Sud (S 180°) anche detto meridione e dal quale spira il vento detto mezzogiorno oppure ostro
Est (E 90°) anche detto oriente o levante e dal quale spira il vento detto levante
Ovest (W 270°) anche detto occidente o ponente e dal quale spira il vento detto ponente
Tra i quattro punti cardinali principali si possono fissare 4 punti intermedi:
Nord-ovest (NW 315°), dal quale spira il vento di maestrale (carnasein);
Nord-est (NE 45°), dal quale spira il vento di grecale;
Sud-est (SE 135°), dal quale spira il vento di scirocco (garbino umido);
Sud-ovest (SW 225°), dal quale spira il vento di libeccio (garbino secco).
Elencando in senso orario gli otto venti principali si ha dunque:
Punto cardinale Abbr. Direzione Vento
Nord N 0° tramontana
Nord-est NE 45° grecale
Est E 90° levante
Sud-est SE 135° scirocco
Sud S 180° ostro
Sud-ovest SW 225° libeccio
Ovest W 270° ponente
Nord-ovest NW 315° maestrale
I nomi delle direzioni NE, SE, SO e NO derivano dal fatto che la rosa dei venti veniva raffigurata, nelle prime rappresentazioni cartografiche del Mediterraneo, al centro del Mar Ionio oppure vicino all'isola di Zante. In quella posizione, a NE, approssimativamente, c'è la Grecia, da cui il nome grecale per la direzione NE-SO; a SE vi è la Siria, da cui il nome scirocco per la direzione SE-NO; a SO vi è la Libia, da cui il nome libeccio per la direzione SO-NE. Infine per la direzione NO-SE il nome maestrale discende da magister, cioè la direzione da Roma o Venezia, la via "maestra" dal porto di origine.
Questi quattro uniti ai quattro punti cardinali formano la rosa dei venti a 8 punte.
Tra gli otto punti sopra individuati è possibile indicarne altri otto ottenendo così una rosa dei venti a 16 punte. I nuovi otto punti sono in senso orario: nord-nord-est, est-nord-est, est-sud-est, sud-sud-est, sud-sud-ovest, ovest-sud-ovest, ovest-nord-ovest e nord-nord-ovest.
Nella sua estensione massima la rosa dei venti si suddivide in:
quattro quadranti da 90°, che porta ad una suddivisione in 4 punti
ogni quadrante si divide in due venti di 45°, arrivando così a 8 punti
ogni vento si divide in due mezzi venti da 22°30' arrivando così a 16 punti
ogni mezzo vento si divide in due quarte (o rombi) da 11°15', arrivando così a 32 punti
ogni quarta si divide in due mezze quarte da 5°37'30", arrivando così a 64 punti
ogni mezza quarta si divide in due quartine da 2°48'45", arrivando così a 128 punti
Anticamente ogni bussola recava, sullo sfondo, l'immagine di una rosa dei venti a 32 punte. L'orizzonte veniva così suddiviso in trentadue parti, che prendevano il nome di quarte; esse servivano come unità di misura approssimativa nelle manovre di accostamento (es: accosta due quarte a dritta). Per la forma che si viene a formare nel disegnarle prendono anche il nome di rombi.
Un tempo, in Italia, le rappresentazioni cartografiche comprendevano una rosa dei venti che indicava i punti cardinali. Oggi sì è solito indicare i quattro punti cardinali e le direzioni componenti con (in senso orario da Nord): N, NE, E, SE, S, SO o SW, O o W, NO o NW; allora con le diciture Tr (tramontana), G (greco), + (una croce indicava il levante), S (scirocco), O (ostro), L (libeccio), P (ponente), M (maestro).
Ho riportato le informazioni relative alla rosa dei venti da Wikipedia (enciclopedia libera)
Marta
domenica 18 ottobre 2009
Inserire l'audio su un video pubblicato su YouTube
Forse è stato un bene perchè in questo modo si evitano sanzioni agli utenti, però allo stesso tempo alcuni video perdendo l'audio perdono anche quasi interamente la loro attrattiva.
Non sono tanto esperta in materia e probabilmente questa funzione esisteva da tempo ma io l'ho scoperta soltanto ieri: sul sito di YouTube c'è la possibilità di cancellare l'audio originale sostituendolo con una base musicale che si può scegliere tra vari generi, artisti e brani proposti.
E' sufficiente registrarsi su YouTube ed inserire un video.
Dopo l'inserimento si clikka su "I miei video" , se ne seleziona uno e si clikka su "Modifica AudioSwap".
A questo punto non resta che scegliere la colonna sonora che riteniamo più appropriata, oppure lasciare scegliere al caso cliccando su "mi sento fortunato", come ho fatto io e il risultato mi piace moltissimo.
Il video l'ho registrato questo mese a Sharm El Sheik, si tratta di una bellissima murena che ho seguito per un breve tratto facendo snorkeling sulla barriera corallina davanti al Fanara (El Fanar).
Prossimamente inserirò anche una presentazione con le mie ceramiche e i miei lavori a decopupage, nel frattempo chi fosse curioso di vederli può farlo clikkando sulla scritta rossa sotto al video.
Marta
VISITA LE INSERZIONI DI MARTA SU PREZZISHOCK.IT
venerdì 25 settembre 2009
Soggetti sacri in ceramica e maiolica dipinta a mano




UNICEF cod. donatore 1690413
Medici Senza Frontiere cod. donatore 596468

Visita le Ceramiche di Marta su PrezziShock.it
domenica 13 settembre 2009
Desbarassu di libri su PrezziShock.it
martedì 8 settembre 2009
Pannelli in piastrelle ( ceramica maiolica)

pannello formato da 8 piastrelle dipinte in stile art deco decorazione LIMONI Dimensione totale cm 30 x cm 60
lunedì 7 settembre 2009
Ceramica e maiolica dipinta a mano: decoro gatti
Io per hobby dipingo la ceramica e tra le varie decorazioni che eseguo solitamente forse quelle che preferisco sono le decorazioni che raffigurano i gatti, probabilmente perché amo molto i mici, di qualsiasi specie e colore, anche se confesso che i miei preferiti sono i gatti neri.
Questi sono alcuni esempi di decorazioni, che eseguo sia su oggetti in biscotto che su oggetti smaltati (maiolicati) prima della decorazione. Nel primo caso (su biscotto) si tratta di decorazione sottocristallina in quanto dopo essere stato decorato l’oggetto viene immerso in un liquido vetrificante. Nel secondo caso invece si tratta di decorazione soprasmalto.
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Italiano
ceramica
Inglese
ceramics
Francese
céramique
Tedesco
Keramik
Spagnolo
cerámica
Olandese
keramiek
Acquasantiera in ceramica dipinta a mano
Può essere fissata la muro (es. acquasantiera "a labbro") o isolata, appoggiata su un sostegno (una colonna, un pilastro o un piedistallo, nel cui caso si parla di aquasantiera a pila.
Le acquasantiere sono in genere larghe e poco profonde. Vengono spesso realizzate utilizzando materiali duri, spesso pietra da taglio, con un interno per il quale di frequente viene utilizzato il marmo o l'alabastro.
Questa è la descrizione che troviamo su Wikipedia cercando la parola acquasantiera.
Comunemente però l’acquasantiera ha anche un altro utilizzo, in dimensioni molto più ridotte, non ha più lo scopo di contenere acqua benedetta e viene appesa in camera da letto e nella camera dei bambini come simbolo religioso.
Quello della foto è un esempio e potete trovarle sul sito di vendite on line PrezziShock.it clikkando su questo link http://www.prezzishock.it/shop.php?user_id=112336&keywords_search=acquasantiera

Trattandosi di un hobby il ricavato delle vendite lo utilizzo esclusivamente a scopo benefico a favore dell’UNICEF e di Medici Senza Frontiere
Italiano
acquasantiera
Inglese
stoup
Francese
bénitier
Tedesco
Weihwasserbecken
Spagnolo
pila
Olandese
wijwaterbak
Portoghese
mercoledì 26 agosto 2009
Addio a Ted Kennedy
La politica e gli ideali, come anche la vita, hanno bisogno sempre di nuova linfa per rigenerarsi e in quel momento Edward Kennedy rappresentava l’unione tra la vecchia America che mi aveva sempre affascinato anche se non era “perfetta” e la nuova America, molto migliore, che spero di riuscire a vedere.
venerdì 21 agosto 2009
Un casco per proteggere la vita
La scena di un incidente stradale descritta in un libro che ho letto da poco mi ha dato lo spunto per scrivere questo post.
In luglio vado da diversi anni a trascorrere una settimana di ferie in Sicilia, per me è diventata ormai una bellissima abitudine e in quella meravigliosa isola mi sento veramente "a casa".
Amo della Sicilia soprattutto il mare trasparente e ricco di pesci, il venticello che rende più piacevole il sole caldissimo, la cordialità dei siciliani, le granite, le arancine di riso, le serate di musica e spettacoli in piazza e ..... tanto altro.
C'è però qualcosa alla quale non riesco ad abituarmi e penso che non ci riuscirò mai: alla assoluta mancanza di rispetto verso le norme per la sicurezza stradale.Mi riferisco soprattutto all'uso del casco in moto.Si potrebbe pensare che tale obbligo non esista, guardando il comportamento abituale dei siciliani. C'è qualche eccezione (che conferma la regola) ma la regola da seguire secondo i locali, è un categorico NO al casco. I motivi non li conosco ma mi farebbe piacere che qualcuno me li spiegasse.Alla sera nel paesino (un antico villaggio di pescatori) il centro diventa zona pedonale ed è vietato l'accesso alle auto ed alle moto, ci sono i vigili accanto alle sbarre che segnalano il divieto di accesso.I ragazzi arrivano tranquillamente e parcheggiano i loro motorini passando a fianco ai vigili che sembra non si accorgano che sul cinquantino i ragazzi sono quasi sempre in due, hanno pettinature scolpite col gel e sono rigorosamente senza casco.Una volta ho trovato anche un manifesto nel quale si chiedeva che venisse abolito l'obbligo all'uso del casco.Non riesco proprio a capire, possibile che i ragazzi non abbiano rispetto per la vita? Eppure dovrebbero saperlo che cadendo dalla moto se non si ha il casco i danni sono seri e a volte irrimediabili.
Non voglio limitarmi a parlare della Sicilia, io abito in Liguria e da noi il malcostume è un altro: il casco non allacciato, oppure allacciato larghissimo per lasciarlo pendente dietro alla testa. In caso di incidente sarebbe praticamente inutile.Anche da noi i vigili sembrano non accorgersi di nulla, multe per divieto di sosta ai motorini ne fanno un'infinità, ma per il casco "volante" lasciano sempre correre. Una volta mi è capitato che il ragazzo in moto davanti lo ha perso e me lo sono ritrovato tra le ruote della mia macchina, con il rischio di provocare un incidente.Riporto qui di seguito un paragrafo tratto dal libro "Non ti muovere" di Margaret Mazzantini: è la scena di un incidente ad una quindicenne. Leggendolo mi ha fatto riflettere e penso che leggerlo possa essere utile a tutti.
"Sei arrivata dal fondo del viale, in volata verso l'incrocio. Ce l'avevi quasi fatta, e quello della macchina ce l'aveva quasi fatta a schivarti. Ma c'era il fango per terra, guano oleoso di storni in raduno. Le ruote della macchina hanno slittato dentro quella crosta sdrucciolevole, poco, ma quel poco è bastato a sfiorare il tuo scooter. Sei andata su verso gli uccelli e sei tornata giù dentro la loro merda, e insieme a te è tornato il tuo zaino con gli adesivi. Due dei tuoi quaderni sono finiti al limite del marciapiede in una pozzanghera d'acqua nera. Il casco è rimbalzato sulla strada come una testa vuota, non l'avevi agganciato. I passi di qualcuno ti hanno subito raggiunta. Avevi gli occhi aperti, la bocca sporca, senza più incisivi. L'asfalto ti era entrato nella pelle, punteggiandoti le guance come la barba di un uomo. La musica si è interrotta..........."
Marta
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mercoledì 5 agosto 2009
Sicilia, sole, mare e........un bar sulla spiaggia
Sono stata in Sicilia recentemente nel mese di luglio perchè da parecchi anni scelgo di andare in ferie durante il periodo nel quale a Marzamemi si svolge il Festival Internazionale del Cinema di Frontiera.Di escursioni nei dintorni ne faccio poche perchè in quel periodo fa molto caldo ed il posto migliore per passare la giornata per me è la spiaggia.
Già da tempo la mia preferita è la spiaggia che si trova in località San Lorenzo, esattamente nella terza strada, fa parte del comune di Noto, anche se geograficamente è molto più vicina a Marzamemi - Pachino.
Siamo in provincia di Siracusa.
In questa spiaggia c'è il BAMBU' BAR.
I classici tavolini da bar di città sono stati sostituiti da divanetti in bambù, sono stati posizionati in spiaggia due grandi ombrelloni bianchi che, insieme ai vasi con piante di bambù, danno all'insieme un aspetto molto esotico.
Anche la nuova insegna del locale è in linea con il nuovo stile del locale.Gelati, bibite, panini, aperitivi, musica e...............tanta simpatia.
Il gestore è di Milano e dal modo di lavorare risulta chiaro che non è nuovo del mestiere.
Alla sera si stendono dei tappeti sulla sabbia, si accendono i lumini e l'atmosfera diventa veramente magica.
Chi si trova in vacanza da quelle parti non dovrebbe perdere l'occasione per godersi una giornata diversa dal solito e magari anche l'incanto della luna piena per una magica serata tutta in bianco con le suggestive atmosfere bossa jazz & soul
Il Bambù Bar ha anche un profilo su Facebook, per chi volesse vedere altre foto del posto e del locale
Marta

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lunedì 3 agosto 2009
Beppe Grillo fonderà il Movimenti di Liberazione Nazionale

Doveva succedere prima o poi e me lo aspettavo
Beppe Grillo prima dichiarava "Io non voglio fare un partito , io li voglio distruggere i partiti, perché sono il cancro della democrazia" ma c'era da immaginarselo che non era quello il reale "Grillo pensiero".
Si chiamerà Movimento di Liberazione Nazionale e a me non dà affatto fiducia, di partiti fondati sulla politica urlata ce ne sono già abbastanza e direi anche che ce ne sono troppi:
Secondo me non inizia affatto bene questo nuovo partito.
Già il nome è scopiazzato dal passato, invece di dargli un nome che sapesse di novità si è rifatto al vecchio Comitato di Liberazione Nazionale, che era una associazione di partiti e movimenti politici di opposizione al fascismo, costituita nel 1943.
Personalmente ho sempre apprezzato Beppe Grillo nel periodo in cui faceva spettacoli come comico, ma da quando ha praticamente abbandonato la carriera artistica per dedicarsi a queste crociate di antipolitica lo apprezzo molto meno. Questa è solo la mia opinione, però non mi sembra una persona sincera.
Vuole sempre avere il diritto di dire tutto di tutti, però appena qualcuno si permette di dire qualcosina su di lui si inalbera, Non accetta neppure le critiche più educate, mentre si rivolge alla sua "controparte" usando qualsiasi tipo di linguaggio, anche il più scurrile.
Avevo anche letto che nel suo blog i post che differiscono dal "Grillo pensiero" vengono prontamente cancellati, sinceramente non ho difficoltà a crederlo, però non ho verificato di persona.
Sono comunque incuriosita da questa nuova svolta, senz'altro se ci fosse lui nelle sedute del Parlamento a "Striscia la Notizia" non farebbero più vedere gli onorevoli che si appisolano per la noia!
Marta
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mercoledì 29 luglio 2009
Un commissario Montalbano più sensibile, emozionabile, umano
Marta

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giovedì 9 luglio 2009
Anisakis - attenzione al sushi casalingo e al pesce crudo
Confesso la mia ignoranza in materia di cucina giapponese, conosco anche abbastanza poco di quella italiana, comunque assolutamente non sapevo dell'esistenza dell'anisakis e del rischio che si corre mangiando pesce crudo.
Sapevo che mangiare pesce crudo comporta sicuramente rischio di intossicazioni e infezioni causate da batteri oppure di infezioni da parte di parassiti, ma in realtà non ne avevo mai valutato la reale pericolosità.
Il rischio maggiore per chi consuma pesce crudo è l' Anisakis, un parassita che si trova nell'intestino di tanti mammiferi marini e, in stadio di larva, in molti pesci ( tonno, salmone, sardina, acciuga, merluzzo, nasello e sgombro)
L'anisakis è molto diffuso, poiché è presente in più dell'85% delle aringhe, nell'80% delle triglie e nel 70% dei merluzzi.
Se il pesce non viene immediatamente pulito appena catturato queste larve passano dall'intestino alla carne e quando l'uomo mangia pesce infetto crudo, non completamente cotto o in salamoia, le larve possono impiantarsi sulla parete dell'apparato gastrointestinale, dallo stomaco fino al colon. Non entro nei particolari dei disastri che provocherebbero al nostro interno è sufficiente cercare su internet "Anisakis" per avere tutte le spiegazioni tecniche.
Comunque i sintomi sono svariati ed a volte possono essere simili ai sintomi di altre patologie.La cura dell'anisakis richiede molto spesso l'intervento chirurgico, per asportare la parte dell'intestino invasa dai parassiti.
Come evitare l'anisakis
Una circolare del ministero di sanità del 1992, ancora in vigore, obbliga chi somministra pesce crudo o in salamoia (il limone e l'aceto non hanno alcun effetto sul parassita) ad utilizzare pesce congelato o a sottoporre a congelamento preventivo il pesce fresco da somministrare crudo. Infatti l'anisakis e le sue larve muoiono se sottoposti a 60 gradi di temperatura, oppure dopo 96 ore a -15° C, 60 ore a -20° C, 12 ore a –30° C, 9 ore a -40° C.
I pericoli maggiori provengono dai ristoranti e dal consumo casalingo.
Purtroppo non tutti i ristoranti seguono queste indicazioni, poiché i casi sono in aumento e la causa è spesso da imputare ad alici marinate, evidentemente non sottoposte a congelamento preventivo.
Consigli pratici:
1) evitare il consumo di pesce crudo se non preventivamente congelato
2) evitare il consumo di alici marinate, se non preventivamente congelate (chiedere al gestore del ristorante);
3) nel consumo casalingo di pesce crudo, acquistarlo fresco e congelarlo per almeno 4-5 giorni nel congelatore a -18 gradi.
4) prestare particolare attenzione alle specie a rischio, come lo sgombro, le sardine, il tonno e il pesce azzurro in genere.
Io non mangio pesce crudo però ho sempre considerato le acciughe marinate come pesce cotto, e sbagliavo.Proprio alcuni giorni fa dalle mie parti c'era la sagra dell'acciuga............
Marta
VISITA "LE CERAMICHE DI MARTA"
martedì 7 luglio 2009
Una donazione che non costa nulla e vale tanto
Alcuni anni fa stavo cercando informazioni per iscrivermi ai donatori di midollo osseo e, non essendo ancora una patita di Internet, invece di cercare con Google avevo telefonato all'AVIS, perchè mi sembrava che loro potessero essere informati sul numero telefonico (che non trovavo sull'elenco) al quale avrei dovuto rivolgermi per avere le informazioni che cercavo.
Aggiungo alcune informazioni:
giovedì 25 giugno 2009
Iran: ricatto di regime per un funerale
Ho trovato un blog che ne parla e riporto l'articolo segnalandone la provenienza.
Una “tassa pallottola“, ecco cosa hanno pensato le autorità iraniane.
E’ stata chiesta ai genitori di Kaveh Alipour, un diciannovenne ucciso nelle proteste di Teheran. Si tratta di una vera e propria tassa che ammonterebbe a tremila dollari, per i quali le autorità consegnerebbero il cadavere del figlio. Nello specifico il denaro serve per ripagare i proiettili usati per uccidere il ragazzo.
Una logica terribile quella adottata in Iran.
Kaveh stava tornando a casa dopo il corso di recitazione, probabilmente quindi non era neanche sua intenzione prendere parte alla sommossa, quando è finito in mezzo alla rivolta dei manifestanti ed é stato colpito dalle forze della sicurezza.
A poco sembrava servissero le richieste del padre all’obitorio perchè gli rilasciassero il figlio. Ma alla fine i miliziani hanno consegnato il cadavere del ragazzo visto che il padre, affermando di non possedere quella somma, implorava clemenza.
Unica imposizione: il funerale non sia celebrato a Teheran. Kaveh (che tra una settimana si sarebbe sposato) é stato seppellito di nascosto a Rasht, il luogo di origine della famiglia.
Ecco spiegato il vero motivo dell’imposta: il timore delle autorità che il ragazzo fosse seppellito nella capitale e che la rivolta potesse degenerare ancor di più con una vittima innocente.
Laura Ricciardi (fisco e tributi)
Le ceramiche di marta
giovedì 18 giugno 2009
Come si chiude il conto BancoPosta Click
Premetto che avevo aperto il Banco Posta Click senza avere un'effettiva necessità del conto corrente personale.
Avevo deciso di aprirlo perchè mi sono lasciata attirare dal "tutto gratis" e pensavo di utilizzarlo per le piccole vendite di oggetti in ceramica che faccio tramite le aste on-line.
Aprirlo non è stato difficoltoso, anche se ho dovuto perdere un pò di tempo allo sportello per i vari incartamenti.
Dopo l'attivazione che è avvenuta a dicembre dell'anno scorso a gennaio sono andata allo sportello ed ho versato 50 euro. All'inizio di giugno di quest'anno non avevo fatto ancora nessuna operazione ed ho deciso di chiuderlo.
Mi sono recata allo sportello presso il quale l'avevo aperto e l'impiegato mi ha liquidato (quasi gentilmente) dicendo che l'avrei dovuto chiudere on-line.
Sono tornata a casa ed ho cercato sul sito delle Poste ma non ho trovato traccia di istruzioni sulla chiusura, sembrava quasi che il conto si potesse solo aprire. Ho telefonato al numero verde e finalmente mi hanno detto che l'impiegato mi aveva dato un'informazione sbagliata, il conto BancoPosta Click si chiude compilando gli stessi moduli del conto BancoPosta normale.
Sono tornata all'ufficio postale e finalmente sono riuscita a chiuderlo, compilando un bel pò di moduli.
L'importante è non prelevare tutto prima di chiuderlo, altrimenti non è possibile farlo dal momento che devono trattenere l'imposta di bollo fino al mese di chiusura: € 34,20 annuali.
Dopo circa un mese mi è arrivato l'assegno con il saldo, che ammontava a € 30,05.In pratica da dicembre 2008 a giugno 2009 ho speso 20 euro senza avere fatto nessuna operazione!
LA MIA OPINIONE
Il Conto BancoPosta Click viene pubblicizzato in modo non corretto, infatti sembra che sia completamente gratuito.
L'importo dei bolli (€ 34,20 annuali addebitati trimestralmente), anche se sono un'imposta dovuta per legge, a mio parere andrebbe segnalato perchè non tutti ne sono a conoscenza.
Dovrebbe essere segnalata nel sito anche la procedura per chiudere il conto, si eviterebbero discussioni inutili e stressanti allo sportello.
VISITA "LE CERAMICHE DI MARTA"
sabato 13 giugno 2009
Piastrelle, pannelli e gatti in ceramica
venerdì 12 giugno 2009
Regali per la vita Unicef, regali importanti anche con pochi euro

VISITA "LE CERAMICHE DI MARTA"
mercoledì 10 giugno 2009
Velocino: una curiosissima bicicletta
lunedì 25 maggio 2009
Un libro indispensabile per conoscere e capire Barack Obama

I SOGNI DI MIO PADRE
di Barack Obama
titolo originale Dreams from My Father: A Story of Race and Inheritance.
Barack Obama racconta i suoi primi trent'anni di vita.
Una vita sicuramente non facile essendo nato dall'unione tra una donna bianca americana ed un uomo di colore keniota.
E' una autobiografia di quelle che piacciono a me, sincere fino in fondo, che non raccontano solo ciò che il lettore medio vorrebbe sentire ma, al contrario, raccontano la vita vera e attraverso le parole si mette a nudo l'anima più autentica dell'autore.
Questo libro è stato per me un viaggio alla scoperta di Obama.
E' stato scritto nel 1995 e perciò prima che iniziasse la carriera politica che l'avrebbe portato a diventare presidente degli Stati Uniti d'America e forse per questo è scritta con la massima sincerità e a volte anche con durezza. Forse se l'avesse scritta in un periodo successivo sarebbe stata diversa perchè per lui sarebbe diventato un problema raccontare fatti che avrebbero potuto danneggiare la sua immagine pubblica.
A posteriori posso pensare che questo libro l'abbia avvantaggiato nella campagna elettorale, infatti i suoi avversari politici non hanno potuto trovare "scheletri" nel suo armadio perchè aveva già reso la sua vita di dominio pubblico.
ALCUNI DEI PUNTI CHE MI HANNO PARTICOLARMENTE COLPITO
vede la morte per la prima volta
ha sei anni ed è appena arrivato in Indonesia con la madre per raggiungere il secondo marito di lei. Il patrigno lo reputa abbastanza grande per mostrargli da dove arriva ciò che si trova nel piatto per cena e lo fa assistere all'uccisione di una gallina
"la gallina cadde a terra con un tonfo, si rialzò barcollando e cominciò a correre in cerchio con la testa che pendeva grottescamente da un lato. I cerchi si facevano sempre più stretti e il fiotto di sangue che fuoriusciva sempre più debole fino a che la gallina non stramazzò a terra" "Più tardi, sdraiato da solo nel mio letto ascoltavo il verso dei grilli ripensando all'ultimo spasmo di vita che avevo visto poche ore prima. A stento riuscivo a credere alla mia buona sorte"
scopre la sua identità di "nero"
Barry (da piccolo lo chiamavano così) ha circa dieci anni e sfogliando una rivista vede l'immagine di un uomo con un colorito spettrale e non omogeneo e leggendo la didascalia apprende che si tratta di una delle tantissime persone di colore rovinate da una cura sbagliata che li doveva fare diventare bianchi.
Fino ad allora non si era reso conto di essere "nero"
l'impegno nello studio e i principi che gli trasmette la madre
vivevani in Indonesia non aveva i soldi per mandarlo alla scuola internazionale .
"Mi svegliava alle quattro del mattino, mi obbligava a fare colazione e mi insegnava inglese per tre ore prima che andassi a scuola e lei al lavoro"
"Se vuoi diventare un uomo hai bisogno di valori" ed i valori che gli insegna sono: la correttezza, la sincerità e l'autonomia di giudizio
primo giorno di scuola quando torna negli USA
E', insieme ad una bambina nera, in una classe di soli bianchi.Un ragazzino ripete il nome Barack ad alta voce vacendo il verso di una scimmia, un altro ragazzino gli chiede se suo padre era un cannibale
"sentivo sempre più forte il senso di non appartenenza"
il basket
"potevi sfidare un avversario a parole, poi però quelle parole dovevano trasformarsi in fatti, altrimenti era molto meglio tenere la bocca chiusa"
evita l'eroina
"Micky, il mio potenziale iniziatore, aveva insistito troppo per farmela provare.
Aveva tirato fuuori l'ago e il laccioemostatico e io lo osservavo quando nella mia mente si materializzò l'immagine di una bolla d'aria, sferica e brillante come una perla, che rotolava tranquilla lungo una vena e mi fermava il cuore"
ripensa al rimprovero della sua amica Regina
"guarda dentro di te prima di giudicare gli altri. Non far pulire il tuo schifo agli altri.Non esisti solo tu"
il diacono Will condivide con la comunità un suo ricordo_
"I miei genitori non erano ricchi e vivevamo a Altgeld.
Però se ripenso alla mia infanzia, conservo dei bei ricordi.
Andavamo alla foresta di Blackburn a raccogliere i frutti di bosco. Costruivamo dei carretti con le cassette di frutta e le ruote dei pattini e correvamo nel parcheggio. Ricordo le gite con la scuola e ricordo che durante le vacanze estive incontravamo altre famiglie nel parco, tutti fuori ma nessuno spaventato. In estate se faceva troppo caldo si dormiva all'aperto. Che bei ricordi....mi sembra che sorridessimo, che ridessimo sempre....
Adesso non vedo più ragazzi sorridenti. Li guardi, li ascolti e sembrano sembrano sempre preoccupati, infuriati per qualcosa. Non si fidano di niente e di nessuno. Nè dei genitori nè di Dio. Neanche di sè stessi. Non è giusto. Non è così che dovrebbe esse....ragazzi che non sorridono, non dovrebbero esserci "
LA MIA OPINIONE SUL LIBRO
Ho voluto riportare qualche stralcio del libro per dare una veloce immagine di qualche momento della sua vita.
Alcuni di questi momenti sono molto importanti perchè sono serviti a farlo riflettere sugli errori che stava commettendo ed a fargli individuare la strada da seguire.
A mio giudizio ad aiutarlo in un momento decisivo sono stati soprattutto i rimproveri dell'amica Regina.La mia opinione su questo libro è assolutamente positiva. Era dai tempi della scuola, una vita fa, che non leggevo due volte di seguito lo stesso libro, ma allora ero obbligata a farlo per motivi di studio.Appena ho finito di leggerlo mi è venuta subito voglia di ricominciarlo dal principio e questa volta ho sottolineato con la matita le parti che mi sembravano più rilevanti. Anche quella di sottolineare è una abitudine scolastica ma non mi era mai capitato di farlo con un libro di lettura. per me è stato un evento eccezionale.
Il "Time" ha scritto "IL MIGLIOR MEMOIR DI UN POLITICO AMERICANO. Personalmente è l'unico che ho letto ma sono tentata di credere che hanno colpito nel segno.lo consiglio a tutti, ma soprattutto a quelli che come me hanno istintivamente riposto fiducia in questo nuovo Presidente.
Leggendolo si possono comprendere i motivi che lo hanno portato a scegliere il lavoro di coordinatore di comunità ed in seguito lo hanno portato ad intraprendere la carriera politica
Marta
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mercoledì 20 maggio 2009
Facebook riesce ad influenzare anche la giustizia
Arrestato per hashish, assolto in nome del popolo di Facebook
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domenica 17 maggio 2009
La Pigotta fa felice chi la riceve ma non solo

Questa mia opinione sulla Pigotta è anche sul sito di CIAO.IT
http://www.ciao.it/Pigotte_Unicef__Opinione_1121549
Da allora ne ho acquistate parecchie, non solo per omaggiare i miei acquirenti ma anche per fare dei bei regalini.L'anno scorso me ne è capitata nel pacco una che era diversa dalle altre, molto morbida, con un vestito semplice ma bellissimo ed un bel cappellino in testa. Ho deciso di portarla nella casa in montagna e l'ho sistemata sul mio comodino.Avendola "adottata" ho spedito la cartolina che, insieme alla "carta d'identità" accompagna ogni pigotta.Nella cartolina ho scritto anche il mio indirizzo e-mail e dopo qualche tempo mi è arrivata la mail della ragazza che l'aveva fatta, è stata una bellissima sorpresa.
COME IDENTIFICARE LE PIGOTTE AUTENTICHE
COME VIENE UTILIZZATO IL RICAVATO DELLA VENDITA
VANTAGGI

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martedì 12 maggio 2009
Che fine hanno fatto i cani randagi in Sicilia?
Alla fine di marzo sono stata in Sicilia per una settimana di vacanza, la primavera è veramente il periodo migliore per godere delle bellezze dell’isola.
Vado spesso in Sicilia in questa stagione meravigliosa ed ero abituata ad incontrarne parecchi lungo le strade, nelle zone isolate di campagna ma anche nei paesi e nelle città, sonnecchianti al fresco degli alberi nei giardini pubblici oppure accovacciati vicino ai banchi nei mercati in attesa di qualcuno che si intenerisse di fronte a due occhioni lucidi.
Adesso no! Sembrano spariti nel nulla e questa novità non mi è piaciuta affatto perché so per certo che i canili sono praticamente inesistenti, almeno nelle zone che frequento io.
Quello che mi ha fatto più riflettere è stato lo sguardo con cui le persone guardano quell’unico cane che è rimasto in giro per il paese, non si sa per quale miracolo e per quanto potrà rimanerci.
Ho provato a chiedere in giro ma non ho avuto risposte, le persone con le quali ho parlato però si dimostravano soddisfatte della situazione per il fatto che “altrimenti come facciamo con i turisti?”
Una ragazza che stava vendendo le sue creazioni artigianali in una piccolissima bancarella nel porto aveva due cagnolini al guinzaglio e mi sono fermata a scambiare due chiacchiere. Mi ha detto che lei era abituata a portare dei grandi sacchi di cibo per cani al canile di Siracusa. Un tempo la facevano entrare a vedere i cani ma da circa cinque anni è vietato l’ingresso. Mi chiedo, se vietano l’ingresso come faranno le persone ad adottarli? E inoltre, in che condizioni stanno vivendo? C’è qualcuno che controlla le condizioni igieniche?
Spero che qualcuno mi sappia dare qualche risposta

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mercoledì 6 maggio 2009
SMS 48580 per l'Abruzzo non è più attivo!

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martedì 5 maggio 2009
UNICEF Un concorso per rappresentare l'Italia al J8 Summit

Attenzione: la scadenza per l'invio delle proposte è stata posticipata dall'8 al 22 maggio 2009
I partecipanti al Junior 8 Summit 2008 - ©UNICEF
Un concorso per rappresentare l'Italia al J8 Summit
La Junior 8 (J8) Competition 2009 è un concorso che permetterà ai giovani vincitori di rappresentare il proprio Paese al Junior 8 Summit (J8) 2009 per presentare le proprie idee e proposte agli otto leader della terra, riuniti nel meeting annuale del G8, che nel 2009 si tiene proprio in Italia. Gruppi di ragazzi dai 14 ai 17 anni provenienti dai Paesi del G8 saranno ammessi all'evento inviando un comunicato basato sugli argomenti principali in agenda al G8 2009. Ogni anno i leader del G8 discutono le tematiche globali più urgenti. Esse includono problemi come la recessione, la crisi alimentare globale, l'accesso all'istruzione ecc. Su questi stessi punti, i giovani del J8 discutono e preparano raccomandazioni che vengono presentate di persona ai leader del G8 da una loro delegazione. Gli argomenti all'ordine del giorno per quest'anno sono i seguenti:
Cambiamenti climatici
HIV/AIDS
Povertà e sviluppo
Un quarto tema a scelta
J8 Competition 2009: termini e condizioni del concorso (48.85 KB).
Come partecipare al concorso
Per partecipare alla J8 Competition, è necessario creare un team (composto da 4 persone) che elabori proposte su come affrontare gli argomenti chiave discussi al G8, compilando il modulo online pubblicato sul nostro sito. Scegli una tematica globale che ritieni particolarmente rilevante per il tuo team e per i giovani del mondo e descrivi l'intervento che secondo te i leader dovrebbero sostenere. Tutte le proposte verranno esaminate da un gruppo di esperti selezionati in ciascun Paese. Ogni paese membro del G8, infatti, è chiamato a selezionare 4 ragazze e ragazzi come propri rappresentanti. Una giuria composta da rappresentanti di: UNICEF Italia; Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca; Ministero della gioventù e da due ragazzi che hanno partecipato alle precedenti edizioni del Summit, selezionerà l'elaborato migliore proclamando il team vincitore del concorso.Uno dei principali criteri che verrà utilizzato dalla giuria sarà la proposta, da parte dei giovani partecipanti, di soluzioni ambiziose e innovative ai problemi in oggetto. Saranno esaminati con favore lavori originali, fattibili, espressi con chiarezza e orientati alle soluzioni pratiche. Le proposte, inoltre, dovranno dimostrare la comprensione, da parte del gruppo, delle questioni globali e dell'impegno sociale necessario per risolverle.
Il concorso scade il 22 maggio 2009. Le proposte, che potranno essere inviate solo tramite l'apposito modulo on line, ricevute dopo questa scadenza non verranno prese in considerazione dai giudici.
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venerdì 1 maggio 2009
Un ritratto di Mino Reitano

lunedì 20 aprile 2009
I miei pannelli in ceramica
Inizialmente avevo aperto questo blog con l'intenzione di parlare della mia passione per la ceramica, di presentare i miei lavori e fare un pò di pubblicità a PrezziShock, il sito di vendite on line che ospita il mio piccolissimo "negozio" virtuale.
Avevo anche l'intenzione di scrivere dei post sull'attività dell'UNICEF e di Medici Senza Frontiere, le onlus alle quali invio il ricavato delle mie (poche) vendite.
Invece mi sono lasciata prendere la mano dagli avvenimenti di attualità ed ho iniziato ad allontanarmi sempre più da quello che doveva essere l'argomento di base del mio blog: la ceramica.
Oggi voglio ritornare sui miei passi e quindi inserisco le foto di alcuni pannelli in ceramica.
Si tratta di lavori con soggetti vari, hanno dimensioni molto diverse, alcuni sono composti da due sole piastrelle, altri da oltre venti piastrelle.
Alcuni sono nei colori bianco e blu tipici della ceramica di Albisola, altri sono in stile art deco.
Se qualcuno fosse interessato a chiedere ulteriori informazioni può contattarmi via mail, oppure visitare il mio " negozio" su PrezziShock cliccando qui
clikkando sulle immagini si ingrandiscono
domenica 19 aprile 2009
Egitto Tesori sommersi alla Venaria Reale
Proseguirà a Yokohama e poi tornerà ad Alessandria dove sarà allestito un museo permanente.
Avevo sentito parlare anni fa della scoperta in Egitto di questi tesori sommersi e di un museo che avrebbero allestito ad Alessandria ma poi non ne avevo più avuto notizia, dicendo la verità non mi ero più interessata per conoscere i tempi di realizzazione.
Quando il mese scorso mi è capitato di trovare su un quotidiano la pubblicità di questa mostra di tesori sommersi mi sono detta "non devo perdermela".
Stamattina ci siamo svegliati presto e siamo partiti per la nostra "escursione culturale" alla volta di Venaria Reale, che si trova vicino a Torino.
Il tempo non era dei migliori, ha piovuto sempre da quando siamo partiti fino all'arrivo alla sede della mostra dieci minuti prima dell'apertura che avviene alle nove.
Avevo già prenotato la visita telefonicamente perchè mi era stato consigliato di farlo per le visite nei fine settimana.
Abbiamo aspettato le dieci, orario della prima visita guidata, curiosando nel banco dei libri sull'Egitto e dei soliti souvenir.
Alle dieci abbiamo incontrato la guida, eravamo in tutto una quindicina di persone e ad ognuno ha consegnato un auricolare. Ha spiegato che trattandosi di una mostra ambientata era necessario quell'accorgimento per ascoltare le sue spiegazioni che altrimenti sarebbero state coperte dalla musica e dai rumori che creano le ambientazioni.
La guida ci ha subito spiegato dei tesori e del loro ritrovamento in fondo al mare nei pressi delle antiche città di Canopo , Heracleion e dell'antica Alessandria, dicendoci anche che in quella mostra si cercava di creare soprattutto un'atmosfera di intense emozioni, con una scenografia di tipo teatrale che doveva ricreare gli abissi da cui erano riemersi quegli antichi tesori.
Abbiamo visitato la mostra seguendo la nostra guida ed ascoltandolo nell'auricolare però devo dire che non mi sono emozionata. E' vero che si tratta di reperti di grande importanza storica e che sono realmente molto belli. L'imponenza delle statue in granito, la raffinatezza dei gioielli in oro, la fantastica quotidianità che riflettono gli utensili fanno di questa mostra qualcosa di unico, ma non l'ho trovata emozionante come avevo immaginato.
Certamente dipende dal fatto che non è la prima volta che mi trovo di fronte all'arte egizia avendo vissuto già due volte l'esperienza del tour dell'Egitto classico, ho ancora vivo il ricordo dell'emozione provata davanti alle statue gigantesche di Abu Simbel, oppure alle sfingi di Luxor.
La visita a questa mostra la consiglio in ogni caso ma sicuramente chi ha già visitato l'Egitto non rimarrà colpito alla stessa maniera di chi incontra l'arte Egizia dal vero per la prima volta.
In questo sito si trovano tutte le informazioni per organizzare la visita
http://www.lavenaria.it/mostre/ita/mostre/2009/tesori_sommersi.shtml
giovedì 16 aprile 2009
Caso Santoro: lettera aperta di Mario Giordano
Dopo quello che è successo alla trasmissione ANNOZERO e dopo tutte le polemiche che si stanno susseguendo ho pensato di inserire nel mio blog questa lettera di Mario Giordano, che era presente nella trasmissione in questione.
E' molto lunga ma vale la pena di leggerla tutta
Caro Santoro,
anzi caro onorevole, visto che m’ha chiesto di chiamarla così, so bene che quando si è invitati nei salotti altrui non è buona educazione raccontare al mondo quel che ci si è detti. Ma siccome quel salotto era in diretta su Raidue in prima serata, davanti a svariati milioni di telespettatori, mi permetto di infrangere le regole. Non me ne vorrà. In fondo lei di regole infrante è un maestro. E, in effetti, dopo aver fatto a pezzi quelle della par condicio e del buon senso, l’altra sera ha definitivamente massacrato anche quelle del buon gusto e della civiltà.
Missione compiuta, olé.
Il suo ultimo Annozero, mi permetta, è stato uno spettacolo squallido, un atto di sciacallaggio ributtante, che non mette più la polemica sull’asse di ciò che è di sinistra o non di sinistra, ma di ciò che è civile e ciò che non lo è più. E mi chiedo se sia possibile che lei e i suoi sottopanza siate così accecati dall’odio e dalla faziosità da perdere non dico l’equilibrio politico, che quello l’avete già perso da tempo, ma anche il senso di umanità. E che non vi rendiate conto che tutto questo vi porta lontani dal Paese reale, dal sentimento diffuso di commozione e solidarietà, dall’Italia che si unisce di fronte alla sofferenza, per una volta provando a ragionare non per schemi di partito, ma secondo bisogni, urgenze e necessità. Provi a togliersi per una volta la giacchetta da europarlamentare, caro onorevole Santoro, provi a togliersi per una volta i paraocchi del katanga in servizio permanente effettivo. Vedrà che in Abruzzo c’è un’umanità dolente e dignitosa, lacerata e orgogliosa, che non chiede bandiere di partito né polemichette pretestuose. Chiede risposte concrete. Responsabilità. E serietà. Per una volta, proviamoci, anche noi, che abbiamo per le mani il bene prezioso dell’informazione. Proviamoci a togliere la maglietta di parte e a guardare la tragedia senza pensare a quel che ne potremmo guadagnare in termini di marchette politiche. Proviamo a essere seri. E lei che è un gran professionista lo sa: attaccare la Protezione civile per il ritardo nella consegna di una bottiglietta d’acqua (una! Su 27mila sfollati!), mentre ci sono le bare dei morti ancora aperte e i soccorritori che rischiano la vita fra le macerie, non è serio. Anzi, sarebbe perfino ridicolo, se non fosse tragico. Tragico per le vittime, innanzitutto. Ma tragico anche per lei, per la sua squadra avvilita nei bassifondi della polemica, per la sua professionalità ridotta a zerbino in nome dell’ideologia, per la sua umanità schiacciata sotto il peso dell’odio politico. In Abruzzo i soccorsi hanno funzionato. Lo sanno tutti, lo dicono tutti. I volontari sono stati eroici, hanno salvato decine di vite umane. Le tendopoli sono state operative in tempi record. Non c’è stato caos, non c’è stata disorganizzazione. Tutti gli osservatori, italiani e stranieri, di destra e di sinistra, hanno potuto notare che per la prima volta sul luogo della tragedia si è sentita forte e tempestiva la presenza dello Stato. Chissà perché gli unici che non se ne sono accorti sono stati i suoi inviati, poveri kamikaze spediti sul posto a cercare disperatamente di trasformare una efficiente opera di soccorso nella Caporetto di Bertolaso.
Per altro, mi lasci dire, caro onorevole, evidentemente lei non è più il maestro di un tempo, l’esperienza a Bruxelles l’ha rammollita o gli allievi sono scarsi: ammetterà che hanno lavorato proprio male. La tesi si poteva argomentare in modo assai migliore, di voci contro, in quella situazione, se ne potevano raccogliere un’infinità. E loro, invece, gli sciagurati di Caporetto, che cosa le hanno portato in pasto? Una bottiglietta d’acqua consegnata in ritardo, lo sfogo di un medico chiaramente sfinito e poco altro. A guardare bene, tutte interviste forzate, con domande tranello, risposte indotte e montaggi con tagli spericolati. Poca roba, lo sa anche lei, chissà come li avrà sgridati nella solita riunione che fate il giorno dopo per esaminare, minuto per minuto, gli errori commessi in trasmissione. E che dirà allora di quei collegamenti con Ruotolo? Erano così noiosi... Ci voleva tanto a trovare qualcuno che dicesse «Bertolaso è un incapace» con efficace sintesi televisiva? Evidentemente nemmeno Ruotolo è più quello di una volta... Su, onorevole Santoro, sia sincero: in fondo portare in tv qualcuno che si lamenta contro la Protezione civile in mezzo a 27mila sfollati non è mica una missione complicata. Se vuole gliene troviamo altrettanti in cinque minuti anche qui nel centro di Milano, dove pure la gente non ha patito sulla sua pelle il terremoto. La scarsità delle testimonianze da voi raccolte è una conferma (se ce ne fosse bisogno) che la Protezione civile ha funzionato bene. Ma mi resta un dubbio: possibile che non abbiate incontrato nemmeno uno che ringraziava i soccorritori?
Possibile che non vi sia venuto in mente di intervistare così, en passant, anche uno della Protezione civile? Non li avete trovati? Ruotolo è così bollito? Lei dice bene che non si può sventolare l’eroismo dei volontari come pretesto per non parlare dei problemi. Siamo d’accordo. Ma non si possono nemmeno sventolare i morti come pretesto per dire fregnacce. Voi, invece, l’avete fatto. Scientificamente. Per tutta la trasmissione. A cominciare da Ruotolo che esordisce lasciando microfono libero a un uomo esasperato che insulta le divise. E poi la bottiglietta d’acqua e altri lamenti. E poi la piccola teoria degli schizzi di fango. E poi la presidente della Provincia che se la prende con le istituzioni (e lei che cos’è signora, mi scusi?). E poi il suo sarcasmo, dottor Santoro, fra Kgb, caschi e altre cose che voleva mettersi in testa (a mettersi un po’ di buon senso, ci ha mai pensato?). E, infine, soprattutto la ciliegina sulla monnezza, cioè le spaventose vignette di Vauro, dove si ironizzava sulla cubatura dei cimiteri, l’ampliamento edilizio delle bare e, ancora, la ridicolaggine dei soccorritori.
Lasciamo da parte i malinconici dettagli: Travaglio che legge (per altro con inesattezze) verbali da questurino di provincia e il magistrato candidato De Magistris, investito ufficialmente del ruolo di censore dei furbetti (avete capito bene: il furbetto dei Valori eletto a simbolo di censore dei furbetti, che è un po’ come fare tenere ad Adriano un corso contro l’alcolismo). Lasciamo da parte i malinconici dettagli, non restano che le fregnacce. E che sono fregnacce lo sa anche lei, caro onorevole Santoro. Per tutta la settimana, nei colloqui con i suoi collaboratori, mi è stato detto che trovava sciocco insistere sulla prevedibilità dei terremoti, sulla cassandra Giuliani, sulla questione dell’emergenza, perché il vero problema è quello edilizio. Sacrosanto. Il vero problema è che in Italia ci sono 7 milioni di case a rischio, di cui 80mila sono edifici pubblici. Il vero problema è quell’ospedale dell’Aquila inaugurato nel 2000, dopo vent’anni di lavori, e che ora è inagibile. Il vero problema è il decreto del 2004 che prevedeva costruzioni antisismiche e che è sempre stato rinviato. Il vero problema è che occorre una grande opera di rottamazione edilizia e di ricostruzione. Questo è il punto. Voi lo sapevate benissimo. Dietro le quinte se ne conveniva.
E allora perché, invece, avete messo in scena solo un vergognoso processo alla Protezione civile? Forse perché il problema delle case costruite male non può essere addossato in nessun modo a Berlusconi? Forse perché vi siete accorti che, anzi, il piano casa appena varato andava proprio nella direzione dell’auspicato rinnovamento edilizio? Forse perché il ritardo delle norme antisismiche non è colpa di un sottosegretario del vituperato centrodestra, ma di una cultura del Paese che riguarda tutti? Forse perché il primo a firmare quel rinvio è stato proprio Antonio Di Pietro, nume tutelare del furbetto anti-furbetti De Magistris? Dev’essere così, è chiaro. Ma il risultato è vergognoso. Noi speravamo di parlare dei problemi seri. Su questo giornale l’abbiamo fatto, fin dal primo giorno, senza nascondere nulla, con dati e cifre, denunce e accuse fondate su abusi e inadempienze nelle costruzioni. Voi invece avete preferito affidarvi alle beghe da cortile, avete ritirato fuori la madonna del radon, l’autodidatta Giuliani, avete mestato nel torbido raccolto sul fondo della disperazione con un unico scopo: mettere nel frullatore chi da cinque giorni lavora, rischiando la vita e senza risparmiare energia, per ridare speranza all’Abruzzo. Mi chiedo perché, caro onorevole Santoro.
Mi chiedo a che serva. Visto che all’inizio della trasmissione faceva nobilmente appello al Paese che vogliamo lasciare ai nostri figli, ecco, le chiedo se davvero lei vuole lasciare ai suoi figli un Paese così, in cui nemmeno di fronte a 290 morti si trova la forza di mettere da parte i biechi interessi della politica di giornata. Se davvero vuole lasciare ai suoi figli un Paese in cui si irridono i volontari, magari solo perché vestono una divisa (si capisce la divisa non fa chic come l’orecchino e il jeans strappato...). Se davvero vuole lasciare ai suoi figli un Paese in cui di fronte all’emergenza ci si continui a sentire uomini di parte prima che uomini. Avevamo avuto una speranza nei giorni scorsi. Avevamo visto un clima diverso. Avevamo trovato commenti per una volta sensati a destra e a sinistra, avevamo trovato persone capaci di capire che il dolore e la sofferenza, pensi un po’ Santoro, contano persino più dell’essere berlusconiani o antiberlusconiani. Avevamo sperato che di qui potesse nascere un’Italia più civile. Avevamo sperato. Poi sono arrivati Vauro, le vignette e la sua bottiglietta d’acqua. Che meschinità.
Mario Giordano
Visita le ceramiche di marta
mercoledì 15 aprile 2009
Srebrenica, quello che rimane di una città turistica
Sono registrata su Ciao.it , un sito di opinioni su prodotti e servizi di vario genere.
Solitamente si cercano le opinioni prima di fare un acquisto e normalmente queste si riferiscono a beni di consumo, film, libri, spettacoli, località turistiche, servizi alberghieri.
Navigando nel sito a volte però ci si imbatte in opinioni che ad una prima impressione sembrano "Fuori tema" , però leggendole con attenzione se ne capisce il valore e l'importanza.
Quella che riporto integralmente è una di quelle.
l'autore è Geolele, un membro della community di Ciao.it
8372........
Forse (o purtroppo, fate voi....) Srebrenica, in ciao.it, doveva trovare posto tra gli argomenti di Ciao Caffè riguardanti le tante guerre nel mondo e la loro stupidità. Ma voglio inserire questa città tra le attrazioni della Bosnia in ossequio alle parole che ho sentito personalmente dalla bocca del sindaco Abdurahman Malkic: "Vorrei che Srebrenica tornasse quella che era prima, una bella città turistica piena di terme e impianti sciistici. Questo perchè, se non accadesse, noi superstiti della strage del 1995 non potremmo mai riprenderci e camminare sulla strada della normale di democrazia". Il desiderio del sindaco è purtroppo destinato a rimanere un utopia ma per capire perchè dovrete arrivare alle conclusioni finali.
COSA E' OGGI
Srebrenica è un Comune della parte orientale della Bosnia Erzegovina, appartenente all'entità della Repubblica Srpska ed al confine con l'attuale Serbia e Montenegro. Si trova in una zona montuosa, costruita entro una vallata stretta, ed il nome significa "Miniera d'argento", derivante dall'antico nome latino della città, Argentaria. Oggi il Comune censisce nel suo territorio circa 10000 abitanti, ma questa cifra è fortemente incerta per i fatti che andrò a raccontare.
LA STORIA RECENTE
Da tutto ciò si può facilmente intuire che Srebrenica era una città a forte presenza di industrie della metallurgia, ma anche un importante centro termale che richiamava turisti da tutti i balcani. Inoltre, le montagne ospitavano delle piste da sci bellissime, oggi territorio incontrastato dei campi minati. Nei dintorni di Srebrenica erano presenti miniere di zinco, piombo e oro (molto, ed è quello che da sempre ha attratto i serbi...). Da tutto ciò si può capire che la città e la popolazione non se la passava affatto male, impegnata come era tra l'industria, e quindi lavoro da operai, e il turismo, e quindi indotti ingenti dal turismo. L'unico neo, per qualcuno nelle vicinanze, era che la popolazione era in larghissima parte musulmana secondo le seguenti cifre (1991):Abitanti totali 36666 (notate innanzitutto la differenza con i 10000 odierni...)Musulmani 27572 (75,19%)Serbi 8315 (22,67 %)Croati 38 (0,10 %)Jugoslavi 380 (1,03 %)Altri 361 (0,98 %)
Si arrivò, con questa situazione, ai tragici fatti del 1995...
IL MASSACRO DI SREBRENICA
Il massacro di Srebrenica fu un vero e proprio genocidio di massa, organizzato dalle truppe serbe-bosniache del Generale Ratko Mladic, braccio armato del leader serbo Slobodan Milosevic, intenzionato ad attuare, in tutta la Bosnia, una sorta di moderna pulizia etnica ai danni dei bosniaci musulmani. In questa opinione si punta il dito sui fatti accaduti a Srebrenica perchè furono i più gravi, ma ogni paese della zona può piangere migliaia di concittadini uccisi secondo questo progetto. Il numero totale delle vittime di Srebrenica lo dirò alla fine, ma intanto sappiate che Srebrenica si trovava, al momento della strage, sotto la tutela delle Nazioni Unite (!!!). Già si può intuire un punto chiave della vicenda: l'esercito che attaccava era serbo-bosniaco e gli attaccati erano bosniaci-musulmani, quindi si prefigurava una sorta di attacco di un esercito alla popolazione di stessa nazionalità, al limite aggiunta alla potenza e alla nazionalità tipica dei Serbi.
Ma andiamo con i fatti:
6 Maggio 1993 - L'ONU dichiara zone protette le città di Sarajevo, Tuzla, Zepa, Goradze, Bihac e Srebrenica. La zona protetta di Srebrenica fu decisa dopo
un'offensiva serba del 1993 e decine di migliaia di profughi musulmani vi trovarono rifugio.
9 Luglio 1995 - Nonostante la zona protetta, l'esercito serbo-bosniaco attacca il territorio e lo conquista dopo alcuni giorni. Qui bisogna per forza raccontare il ruolo che hanno avuto le Forze Internazionali in tutta la vicenda. Innanzitutto, durante i giorni del massacro i 600 Caschi blu e le truppe olandesi presenti non intervenirono per cause ancora ignote. Ufficialmente, sembra che le truppe ONU fossero scarsamente armate rispetto alle truppe serbe, per il motivo che la zona era stata dichiarata erroneamente sicura dallo stesso ONU. Appoggiati dal fatto che la zona era dichiarata sicura e protetta, le truppe internazionali hanno iniziato alcuni colloqui con le truppe difendenti atti a togliere di mezzo più armi possibili. La situazione era quindi quella di un popolo musulmano profugo che fuggiva dal conquistatore, difeso alle spalle da un esercito male armato che si è fidato delle istruzioni dell'ONU ed ha abbandonato spontaneamente le armi. Questa apparente situazione di pace, ha fatto si che tutta la popolazione tornasse indietro tranquilla verso il proprio paese accompagnata da un esercito disarmato. Quando ormai la popolazione era tutta rientrata, l'attacco si fece massiccio ed a questo punto il colonnello Karremans diede l'allarme e chiese un intervento aereo di supporto. Inizialmente il governo di Sarajevo non intese mandare aiuti, soltanto per una ragione assurda: le richieste di aiuto non erano conformi agli accordi sulle richieste di intervento aereo in quanto non si trattava ancora di atti di guerra!!! Infatti la situazione era semplicemente quella di un esercito serbo che non aveva bisogno nemmeno di sparare un proiettile perchè la controparte era disarmata totalmente. L'aiuto arero fu concesso solamente quando entrarono in città i carri armati nemici, ma a quel punto i caccia ONU dovettero rientrare in Italia per il rifornimento visto che sorvolavano le zone invano in attesa di istruzioni! Alla fine intervenirono solo due aerei olandesi ma senza alcun risultato, mentre un gruppo di aerei USA non trovò nemmeno la strada!!! In questa situazione drammatica, i serbi erano in una posizione così dominante che poterono permettersi di minacciare di massacro i Caschi blu se non si fossero ritirati. Quindi gran parte dell'esercito ONU fuggì indietro ed i pochi che rimasero cooperarono addirittura con i serbi nella fase successiva dell'attacco per evitare inutili rappresaglie!!!
L'esercito conquistatore comincia così a separare (con l'aiuto delle Forze Internazionali!!!) gli uomini dai 14 ai 65 anni dal resto della popolazione e li ammassa entro quelle importanti fabbriche di cui ho parlato nell'antefatto. Entro i capannoni industriali e nell'arco di pochi giorni vengono uccisi a sangue freddo circa 7800 uomini (cifra ufficiosa dell'ONU), a corredo di un numero imprecisato di dispersi o profughi (i musulmani scampati dicono più di 10000) contro la cifra che i serbi dicono di aver ucciso (2000!!!). In mezzo a queste cifre ballerine, resta grave e permanente il ritrovamento ancora in atto delle fosse comuni dove furono buttati a caso i corpi morti.
A 13 anni dal massacro, i responsabili politici e militari sono in gran parte impuniti. Alcuni atti giudiziari successivi fecero scandalo, come quello del Tribunale Internazionale di non ritenere responsabile la Serbia del massacro, in quanto non vi sono prove certe dell'eventuale comando partito da Belgrado, anche se è stato riconosciuto che Mladic dipendeva da Belgrado, che forniva assistenza finanziaria e militare all'esercito serbo-bosniaco. In definitiva, il massacro è da imputare a singole persone...
COSA E' OGGI SREBRENICA
Come detto, la città conta oggi circa 10000 abitanti, senza alcuna possibilità di suddividerli in etnie in quanto la popolazione è molto instabile. Infatti risultano ancora dispersi migliaia di vecchi abitanti e le possibilità di ritrovarli sono due:
1) vengono ritrovati nelle fosse comuni che ancora oggi vengono individuate nelle fosse comuni. Il riconoscimento viene effettuato grazie alla donazione di DNA che fecero i superstiti alla fine della guerra. La ragazza che ci ha guidato nella città facendo da traduttrice ha raccontato che suo padre sparì durante la guerra e che hanno ritrovato un suo femore circa 2 anni fa, riconosciuto e consegnato alla sua famiglia grazie alla banca dati sul DNA.
2) i profughi tornano spontaneamente nelle proprie case fattorie ma a questo punto diviene protagonista un altro immenso problema che affligge quel territorio. Circa il 60 % è ancora minato e le zone minate sono concentrate soprattutto nelle periferie e nelle frazioni di campagna da dove sono fuggiti molti cittadini. Quando un profugo ritorna, se si accorge che il proprio terreno è minato il Comune si impegna a sminare una piccola parte (quella per il sostentamento). Spesso però è successo che sono stati ritrovati vecchi cittadini profughi, ma senza vita appena rientrati sul proprio campo perchè convinto che la situazione fosse tornata alla normalità. Considerate anche che spesso vengono ritrovati ma non denunciati ordigni esplosivi, soprattutto dai bambini che poi li tengono in casa all'insaputa delle autorità.
In questa situazione, dal punto di vista turistico si può capire bene che Srebrenica ha poco da offrire. Restano in piedi le 2 bellissme moschee ricostruite dopo la guerra, ma il piatto forte di questa zona rimangono le attrattive naturali, bellissime foreste fitte piene però di mine. In questo momento la comunità prova a far ripartire la zona termale ma anche inquesto caso gli ostacoli sono grandi. L'economia stenta a ripartire, considerando anche che la comunità non se la sente di far ripartie la zona industriale teatro del massacro. Oggi Srebrenica fonda la sua economia sull'agricoltura, sfruttando anche gli aiuti internazionali per l'agricoltura. E' presente una florida produzione di vino a basso contenuto alcolico. Le prove per rialzarsi sono ovviamente ostacolate dal fatto che ovviamente i cittadini di oggi si sentono a terra dal punto di vista psicologico; tenete infatti in considerazione che tutte (TUTTE) le famiglie residenti hanno uno o più cari morti o dispersi per questi tragici fatti. Inoltre, le etnie presenti vivono nello stesso Comune ma fanno finta di non conoscersi...
POTOCARI
In tutta questa tragica situazione, l'unico luogo da visitare è purtroppo il luogo simbolo del massacro, il cimitero memoriale di Potocari. Posto innanzi alla zona industriale teatro del massacro, il cimitero ospita le vittime (8372... tra poco spiego la cifra e soprattutto i puntini) ritrovate e riconosciute dal 1995 ad oggi. Come potete vedere dalle foto che ho allegato, entrando il memoriale presenta una struttura quadrata a forma di pagoda da dove oggi vengono svolte le funzioni commemorative. Intorno a questa struttura è presente una sorta di parabolica di cemento in cui sono scritti i nomi delle vittime presenti. La stele con la triste cifra 8372 ci inoltra nella zona delle tombe, a cumuli in stile musulmano. La cifra -8372...- (con i puntini di sospensione) sta ad indicare che il numero delle persone sepolte non è purtroppo definitivo ma cambia quasi tutti i giorni. La disposizione delle tante tombe non è casuale ma forma una figura a forma di fiore a simboleggiare le tente vittime che possano essere concime per il futuro fiore della pace. Entrare in questo cimitero è ovviamente un'esperienza incredibile e toccante, che non ha minimamente a che vedere con la nostra esperienza cimiteriale di occidentali fortunati abituati ormai alla pace. Il cimitero ospita anche una zona museale con foto significative e agghiaccianti, sia delle fasi dello sterminio che dei successivi ritrvamenti. Una parte è dedicata agli onori che negli anni hanno fatto i vari capi di stato e soprattutto colpiscono le foto di alcuni potenti della terra che aiutarono i cittadini a scavare le prime tombe (tra gli altri si riconosce Clinton, al tempo Presidente USA). Ancora oggi in Luglio i superstiti onorano i propri morti, ma è purtroppo un'usanza che va sparendo perchè ad ogni anniversario arrivano dei serbi che fanno il controanniversario e banchettano nella zona industriale!!!! Per questo, la popolazione colpita ha paura di far emergere le proprie emozioni ed ha paura che possano ogni anno scoppiare disordini.
COMMENTO FINALE
Forse non c'è bisogno di un commento finale... Sono capitato a Srebrenica per motivi di lavoro con la Protezione Civile e sono ripartito con l'idea che è una delle zone al mondo in cui c'è più da lavorare, soprattutto dal punto di vista diplomatico e psicologico. Srebrenica è uno di quei posti nel mondo che ti fanno sentire piccolo, una nullità se pensiamo alle sciocchezze di cui ci preoccupiamo tutti i giorni. Mi ha sorpreso il fatto che sono stato continuamente a pensare che tutto questo si è svolto solo al di là dell'Adriatico (davanti Rimini, per dire una città a caso!!!) e che molti di noi ancora oggi non sanno cosa è successo! Ho voluto scrivere tutto questo (e spero di non avervi annoiato) proprio perchè mi sono reso conto che tanti di noi non sanno cosa è Srebrenica per la storia dell'uomo. Mi prendo anche il rischio di qualche FUORI TEMA perchè metto l'opinione nelle attrattive turistiche, però è un rischio che voglio correre in ossequio alla voglia di cittadini che ho incontrato di far rinascere la loro economia ed il loro turismo.
P.S.:
Vi avevo promesso che in fondo avrei messo il motivo per cui il desiderio del sindaco è forse un'utopia. Mentre rendevamo omaggio al cimitero, nell'atmosfera di silenzio pesante che immaginate, abbiamo cominciato a sentire i clacson di molte macchine che si avvicinavano... Da italiani perennemente ottimisti, abbiamo pensato che fosse un corteo matrimoniale e quindi un piccolo motivo di gioia per la città. In realtà era un corteo di macchine serbe. Tutti i giorni (TUTTI I GIORNI!!!), comuni cittadini serbi si riuniscono per andare a festeggiare la loro "vittoria", strombazzando con le auto davanti ad un posto come Potocari e inneggiando alla loro nazione sventolando le bandiere della Serbia, paese intenzionato ad entrare nella Comunità Europea... Vi lascio con una domanda: può con convinzione il sindaco o chi per lui pensare al ritorno alla normalità in una situazione del genere?
AGGIORNAMENTO DEL 13/05/2008
Il mio progetto per la Cooperazione in Bosnia e nella zona di Srebrenica è in fase di studio al Ministero degli Affari Esteri. Incrociamo le dita e speriamo di poter aiutare il nostro amico sindaco...
AGGIORNAMENTO DEL 14/08/2008
Il Ministero degli Affari Esteri mi ha comunicato che ha accettato il mio progetto su Srebrenica, progetto che partirà l'Ottobre prossimo. Costo: 420000 euro... Evviva!!!!
FONTE: ciao.it (opinione scritta da geolele)
Visita le ceramiche di marta
venerdì 10 aprile 2009
martedì 7 aprile 2009
Amore, borsa, gioco, gatti e Bacco in copertina
Terremoto in Abruzzo, solidarietà e aiuti
Terremoto in Abruzzo, solidarietà e aiuti
di Monica Rubino e Tiziano Toniutti
Il Dipartimento della Protezione civile ribadisce l'appello a non improvvisarsi soccorritori e fornisce alcuni consigli utili per gestire l'emergenza.
Dopo la scossa di terremoto avvertita intorno alle 3 e mezza di questa notte in Abruzzo e nel Lazio, le colonne mobili della Protezione civile di Lazio, Umbria, Toscana, Campania sono partite immediatamente per i soccorsi, seguite da quelle delle altre regioni. La procedura di emergenza prosegue con l’allerta nazionale dei vigili del fuoco.
Offerte sono possibili anche tramite altri canali:
(6 Aprile 2009)
mercoledì 1 aprile 2009
Una storia di cani randagi




Arriviamo alla spiaggia sempre con i cani dietro ma si tengono a distanza e ci tranquilizziamo. Sistemato l'ombrellone, le stuoie e le spiaggine andiamo a farci il bagno.
Ci accorgiamo che non sono per niente pericolosi, anzi per niente pericolose perchè vediamo che sono due femmine.
Parlando con i vicini veniemo a sapere che sono due randagi che il proprietario di una villa della zona ha lasciate entrare nel suo cortile sperando che possano fare la guardia, però quando al mattino lui apre il cancello per andare al lavoro loro scappano.
Un giorno dopo l'altro diventano sempre più "nostre", le rifocilliamo con scatolette giganti di cibo per cani, ci rassegnamo anche a dividere con loro l'ombra del nostro ombrellone e dobbiamo anche pulire quando sporcano sulla strada davanti a casa nostra.
Quella più grande diventa talmente appiccicosa che non posso neppure più fare il bagno tranquilla perchè se mi vede al largo deve raggiungermi per "salvarmi".
Quando andiamo in paese in macchina fanno scene strazianti, ci rincorrono a grande velocità e se qualcuno ha visto quelle scene avrà pensato che le stavamo abbandonando.
Al mattino appena alzati andiamo sulterrazzo per guardare in strada se le vediamo, non hanno nessun nome e le chiamiamo affettuosamente "le ragazze".
E' stato duro separarcene quando è finita la nostra settimana di ferie, però eravamo convinti che le avremmo ritrovate la volta successiva nel cortile del vicino.
Purtroppo non è andata così, abbiamo saputo che sono sparite dopo poco tempo ed ho sperato che qualcuno se le fosse portate a casa ma so benissimo che nella realtà il lieto fine nelle storie di animali randagi è molto raro.
....e se anche loro adesso facessero parte di un "branco"?
martedì 17 marzo 2009
Petizione per fermare l'uccisione dei cani di Scicli - Aggiungi la tua firma

giovedì 12 marzo 2009
Pace nel mondo e gelati per tutti


domenica 22 febbraio 2009
Roberto Benigni e le donne
Forse i fattori sono molteplici ed hanno radici talmente profonde che la gente comune come me non può comprenderli.
Roberto Benigni mi aveva già deluso quando durante una trasmissione era zompato addosso a Raffaella Carrà, palpandola a suo piacimento e il pubblico si sbellicava dalle risate.
Nei giorni scorsi mi è anche capitato di leggere una sua “poesia” dedicata alla mamma di Berlusconi. L’ho vista su internet e chi non la conosce la può trovare facilmente usando Google, è sufficiente digitare “ se quella notte per divin consiglio”
Anche in questo caso si trovano solo giudizi entusiastici, quasi si trattasse della lirica di un novello “sommo poeta”. Io personalmente preferisco non commentarla, mi limito a consigliare agli estimatori di fare una prova: sostituire il nome Silvio con il loro nome e il nome Rosa con il nome della loro madre.
Il “grande” Benigni ha raggiunto il massimo della performance nella prima serata del Festival di Sanremo, quando ha iniziato con i suoi apprezzamenti su Iva Zanicchi e sul testo della sua canzone.
Se la canzone fosse stata cantata da un interprete di sesso maschile sicuramente per Benigni sarebbe passata inosservata perché se nel testo di una canzone si parla di un uomo anziano che vuole dimenticare i suoi dolori con una ragazza giovane nessuno penserebbe a criticarlo, al massimo può fare pena, oppure anche invidia.
Invece la Zanicchi è una donna e quindi merita di essere svergognata pubblicamente e trattata come una pervertita.
Roberto Benigni ha inoltre dimostrato di aver voluto infierire senza neppure avere approfondito il reale significato della canzone. Il testo finisce con “Ti voglio senza amore, amore” e quella ultima parola ne modifica l’intera storia, ma probabilmente a Roberto ciò è volontariamente sfuggito.

mercoledì 18 febbraio 2009
Come ho visto il Festival di Sanremo



domenica 8 febbraio 2009
Un piccolo pensiero per Fabrizio De Andrè

Da quando ho seguito la trasmissione di Fabio Fazio " Che tempo che fa" in ricordo di Fabrizio De Andrè sto pensando di fare qualcosa anch'io in sua memoria e alla fine ho deciso per un suo ritratto.
Proverò a metterlo in asta su E-bay e invierò la somma ricavata a "Medici Senza Frontiere", sperando che qualcuno sia interessato all'acquisto.
Questo è il link dell'inserzione
Per me ne conserverò una fotocopia in ricordo di Faber.
martedì 3 febbraio 2009
mercoledì 28 gennaio 2009
Addio Mino!
In un'intervista all'Unità del '92 si era definito come "un ignorante che si è fatto da solo". "Mia moglie che ha studiato mi ha dato una mano. Ma ho capito che per riuscire a sopravvivere dovevo studiare. Ho fatto anche un corso di dizione per non far pesare troppo le mie origini calabresi", aveva aggiunto.
martedì 20 gennaio 2009
Barack Obama: un presidente per la speranza

Grazie Kakà!


venerdì 2 gennaio 2009
Un progetto di MSF che parte dai bambini


domenica 21 dicembre 2008
lunedì 15 dicembre 2008
Un incontro inaspettato con il chitarravallo
Non sempre ciò che scopro è piacevole, a volte può
Il maestro elementare Massimo Presciutti e il suo
visita LE CERAMICHE DI MARTA
domenica 7 dicembre 2008
Le ceramiche: prima e dopo la cottura

venerdì 5 dicembre 2008
vecchi telefoni decorati decoupage
venerdì 28 novembre 2008
Attacco terrorista in India
27 novembre 2008
A Mumbai, la capitale economica dell'India, assaltati alberghi, la stazione, l'ospedale.
Centinaia di feriti.
Le forze dell'ordine attaccano i terroristi asserragliati in due hotel: riuscito il blitz al Taji Mahal, ancora in corso l'altro.
Rivendica gruppo islamico.
Frattini: "Firma di Al Qaeda"
da repubblica.it
Non voglio commentare perchè queste foto si esprimono meglio di quanto potrei fare io. Guardando la foto vedo l'hotel che sta bruciando e immagino il terrore che hanno vissuto le vittime e che stanno vivendo gli ostaggi....Non ci sono parole
L'hotel Tai Mahal prima e dopo
28 novembre 2008
Blitz della polizia negli hotel di Mumbai
Tutti liberi i sette ostaggi italiani
E' di 130 morti il bilancio degli attacchi
mercoledì 26 novembre 2008
Regala 10 test HIV per 10 mamme
Clicca in questo link dell'UNICEF per saperne di più
giovedì 20 novembre 2008
Inaugurato il ponte per Bob Kennedy
Ho sentito la notizia stamattina alla televisione e mi ha fatto un'enorme piacere che si dia un segno tangibile di riconoscenza verso un grande uomo.
Ai tempi dell'attentato il senatore Kennedy era candidato democratico alle elezioni presidenziali.
Nel giugno del 1968 ero una ragazzina di tredici anni e frequentavo la terza media. Ero rimasta molto colpita da quel delitto e ne avevo parlato nel mio diario.
Bob kennedy era molto amato dalla gente comune, che aveva fiducia in lui e riponeva tante speranze nella sua elezione a presidente degli Stati Uniti.
Ho deciso di pubblicare le pagine del mio diario perchè anch'io ero tra la gente comune che lo amava.


Inaugurato il ponte per Bob Kennedy (da LASTAMPA.it del 20/11/08)
Alla cerimonia presenti l'ex presidente Bill Clinton, il governatore David Paterson, il sindaco Michael Bloomberg e la vedova del senatore, Ethel
New York celebra Bob Kennedy. A quarant’anni dalla sua morte, la Grande Mela dedica al compianto senatore uno dei suoi ponti più famosi, il Triborough Bridge, che d’ora in poi porterà il nome del fratello minore dell'ex presidente John. Alla cerimonia d’inaugurazione hanno partecipato l'ex presidente Bill Clinton, il governatore David Paterson, il sindaco Michael Bloomberg e la vedova del senatore, Ethel. “Bob Kennedy era sempre pronto ad alzarsi per difendere la verità - ha detto Paterson – Bob fu tra i primi a dire che si poteva eleggere un presidente afroamericano, e così è successo quarant'anni dopo la sua morte". Entusiasta la figlia Kerry: “Questo non è solo un ponte di questa città, questo è un ponte tra il 1968 e il 2008”. Bob Kennedy in qualità di senatore dello Stato di New York si prodigò per abbattere le disuguaglianze tra i cittadini americani di tutte le razze e non è un caso se il ponte a lui dedicato unisce tre zone profondamente diversi della città: Harlem, il Queens e il Bronx. "New York non sarebbe la stessa senza questo ponte - ha detto Bloomberg - così come gli Stati Uniti non sarebbero gli stessi senza la figura di Robert Kennedy".
LE CERAMICHE DI MARTA su PrezziShock.it
lunedì 17 novembre 2008
Finalmente nuove ceramiche!
domenica 16 novembre 2008
venerdì 14 novembre 2008
Eluana Englaro: la Cassazione ha deciso
La Corte di Cassazione ha emesso ieri la sentenza che consente di interrompere l'alimentazione artificiale di Eluana.
martedì 11 novembre 2008
Per la prima volta ho scritto la mia opinione su un prodotto
giovedì 6 novembre 2008
«I have a dream» Il sogno del reverendo King si è avverato dopo 45 anni

«I have a dream», diceva Martin Luther King in un suo discorso del 1963 che è passato alla storia. *
Con l'elezione di Barack Obama il suo sogno si è finalmente avverato.
Il reverendo King aveva curato il suo sogno, l'aveva fatto vivere di una vita propria. Non erano serviti a fermarlo nè gli idranti della polizia, nè la prigione, nè le minacce di morte e neppure l'attentato del 1968 che aveva posto fine alla sua vita ma non al suo sogno, che ha continuato a vivere a a rafforzarsi attraverso Coretta King e tutto il movimento non violento per i diritti civili.
Stamattina ho letto la traduzione in italiano del discorso di Obama dopo la sua elezione a Presidente.
Ad un certo punto parla di una elettrice di Atlanta di 106 anni e dice
Era lì quando c’erano gli autobus di Montgomery, gli idranti a Birmingham, un ponte a Selma e un predicatore di Atlanta che diceva alla popolazione : "Noi supereremo tutto ciò".
Quel predicatore era il reverendo King e sono veramente felice che, anche se sono dovuti passare 45 anni, il suo sogno si sia realizzato.
Segnalo il link alla traduzione del discorso di Obama http://download.repubblica.it/pdf/2008/elezioni_usa/discorso_obama.pdf
* "Per cui vi dico, amici miei, che anche se affronteremo le difficoltà di oggi e di domani, ancora io ho un sogno. È un sogno profondamente radicato nel sogno Americano, che un giorno questa nazione si solleverà e vivrà nel vero significato del suo credo... noialtri rendiamo questa verità evidente... che tutti gli uomini sono creati uguali.Io sogno che nella terra rossa di Georgia, i figli di quelli che erano schiavi ed i figli di quelli che erano padroni degli schiavi si potranno sedere assieme alla tavola della fraternità.Io sogno che un giorno anche lo stato di Mississippi, uno stato ardente per il calore della giustizia, ardente per il calore dell'oppressione, sarà trasformato in un'oasi di libertà e giustizia.Io sogno che i miei quattro figli piccoli un giorno vivranno in una nazione dove non saranno giudicati per il colore della pelle, ma per il contenuto della loro personalità."
Martin Luther King, dal discorso del 28 agosto 1963 a Washington
CLICCA QUI per visitare LE CERAMICHE DI MARTA
mercoledì 5 novembre 2008
L'America ha scelto il suo 44° Presidente
martedì 4 novembre 2008
Cominciato l'election day
Negli Usa è cominciato l'election day. Alle 5 del mattina, le 11 in Italia, i seggi si sono aperti nello Stato nord-orientale del Vermont.
domenica 2 novembre 2008
OBAMA "Votatemi, cambierò l'America"
Gli Usa al voto tra tre giorni. Il democratico alle prese con la rivelazione di una zia che vive illegalmente a Boston
Obama, appello alla radio"Votatemi, cambierò l'America"
McCain: "Crisi economica non faccia dimenticare la politica estera"
Obama, appello alla radio"Votatemi, cambierò l'America"" src="http://www.repubblica.it/2008/10/speciale/altri/2008elezioniusa/obama-appello/ansa_14280280_57370.jpg" width=230> NEW YORK - "Votatemi, e cambierò l'America". E' l'appello via radio del candidato democratico a tre giorni dal voto negli Usa. Un sabato che sarà ricordatio anche per l'ultima "tegola" caduta sulal campagna del senatore dell'Illinois, che ha il nome di un sua zia che vive - clandestina - alla periferia di Boston. Si chiama Zeituni Onyango, ha 56 anni ed è la sorellastra del padre. L'hanno scoperta i media Usa, e il commento di Barack è stato secco: "Non sapeva che viveva qui illegalmente. Ovviamente bisogna seguire le leggi" Difficile dire se l'"incidente" peserà e quanto in questi ultimi giorni di campagna, nei quali il democratico ha deciso di continuare a spingere forte sull'acceleratore. "Se mi darete il vostro voto martedì, non vinceremo solo le elezioni, ma cambieremo il paese ed il mondo", ha detto alla radio, aggiungendo che "in un momento come questo, in cui la posta in gioco è così alta, non possiamo permetterci altri quattro anni di vecchia, stanca, fallimentare ideologica che ci ha portato a questo disastro". Anche John McCain ha rivolto, nell'ultimo sabato prima del voto, un appello radiofonico agli elettori ricordando come la crisi economica non debba far distogliere l'attenzione dalle minacce internazionali. Ed ha accusato l'avversario, da lui sempre attaccato per la sua mancanza di esperienza in politica estera e di sicurezza, di "sperare che nel mezzo di questa crisi interna vi dimentichiate di quanto sia in gioco in Iraq, del disastro e della tragedia che sarebbero provocata da una ritirata delle forze americane".
(1 novembre 2008)
giovedì 30 ottobre 2008
martedì 28 ottobre 2008
Se lasci l'auto in garage e vai in bici trovi in busta paga 20 dollari in più
PIU' PEDALI e più ti ricarichi: lo slogan ha il retrogusto della pubblicità di un telefonino ma in realtà promuove un'iniziativa molto seria, capace di dare una mano all'ambiente, ai cittadini e persino alle tasche sempre insoddisfatte dei datori di lavoro. La formula magica si chiama Bicycle Commuter Act ed entrerà in vigore negli Stati Uniti a gennaio 2009 grazie alla firma di George W. Bush. A partire dall'anno prossimo tutti i lavoratori americani che lasceranno a casa la macchina per andare a lavoro in bicicletta riceveranno un bonus di 20 dollari a fine mese sulla busta paga, totalmente esenti da tasse. I datori di lavoro potranno a loro volta scaricare quei soldi dalla dichiarazione dei redditi e il cerchio perfetto si chiuderà. Il presidente repubblicano che disse no agli accordi di Kyoto lascerà la Casa Bianca dando il via libera a un provvedimento ambientalista che mette tutti d'accordo. "E' una legge che finalmente riconosce un incentivo a chi si muove in bicicletta, al pari di quanto già viene fatto con chi usa i mezzi pubblici", spiega il presidente della Lega dei ciclisti americani Andy Clarke. Secondo la relazione trimestrale del congresso statunitense, l'intera operazione costerà al governo qualcosa come 10 milioni di dollari in 10 anni. Il Bicycle Commuter Act è solo una delle tante manovre economiche previste dalle 451 pagine dell'Emergency Economic Stabilization Act of 2008 approvato due settimane fa per far fronte alla crisi, e che prevede lo stanziamento federale di 700 miliardi di dollari. E' insomma quello che gli americani chiamano "pork barrel", vale a dire un provvedimento marginale, generalmente di politica sociale, inserito all'interno di un disegno di legge più ampio e meno popolare.
Per compensare il cattivo impatto che molti provvedimenti economici avranno e già hanno sulla popolazione (perché portatori di tagli ai servizi e licenziamenti), il governo uscente ha pensato di riconoscere un piccolo incentivo a tutti quegli americani che vanno a lavoro senza inquinare. "Non abbiamo deciso noi di far approvare la legge in questo modo, ma adesso che è passata siamo felici: la aspettavamo da 7 anni", conclude Clarke. Da non sottovalutare poi l'impatto positivo che il provvedimento potrebbe avere su un Paese dove circa una persona su quattro è obesa, anche se convincere gli americani ad andare in bicicletta non sarà impresa facile. Ecco perché la legge non diventerà attiva immediatamente ma solo in estate, dopo sei mesi di prove e campagne informative. E il bonus non varrà solo per chi deve andare a lavoro. I ciclisti per passione potranno infatti beneficiare ugualmente dei 20 dollari in più a patto di dimostrare di fare costante attività in bici o reinvestire i soldi per l'acquisto di una nuova bici o di oggetti legati all'attività ciclistica. Maureen DeCindis, una giovane "pendolare della bicicletta" che ogni giorno pedala dalla cittadina di Tempe, in Arizona, fino a Phoenix, è felice di sapere che alla fine del mese la Maricopa Association of Governments le accrediterà 20 dollari netti in più sullo stipendio: "In tempi di crisi le persone cercano solo di risparmiare e questa legge le invoglierà a farlo. Io, che amo la bicicletta, posso garantire che pedalare poi fa benissimo, non solo al portafogli ma all'umore". "Certo, non diventeremo ricchi grazie a pochi spiccioli in più a fine mese - dice Willy Dommen, 49enne californiano che tutti i giorni pedala fino al San Francisco's Financial District - ma per noi amanti delle due ruote si tratta di una conquista importante".
(28 ottobre 2008) di SARA FICOCELLI da repubblica.it
lunedì 27 ottobre 2008
Vince il concorso a Medicina ma è laureata in Lettere
Roma, inchiesta sui concorsi bluff alla Cattolica: la vincitrice sarebbe figlia di un professore ordinario. Indagano Tar e procura di Roma
da repubblica.it
di MARINO BISSO E CARLO PICOZZA
ROMA - Et voilà, dal cilindro di un docente a contratto escono i nomi dei vincitori di due concorsi per tre posti da ricercatore. Accade prima che si svolgano le prove. Teatro: la facoltà di medicina dell'università Cattolica del Sacro Cuore. Così, quei concorsi che appaiono pilotati, finiscono nel mirino delle indagini coordinate da Maria Cordova, procuratore aggiunto di Roma. La previsione centrata e non solo: a incuriosire gli inquirenti, ci sarebbero i titoli dei vincitori. In particolare, il possesso di una laurea in lettere per un concorso in medicina legale vinto dalla figlia di un ordinario della facoltà e componente del consiglio di amministrazione dell'ateneo.
Gli inquirenti vogliono chiarire se le prove sostenute da diversi aspiranti ricercatori per l'istituto di Medicina legale dell'università Cattolica del Sacro Cuore siano state decise anzitempo. In anticipo, come le previsioni di un candidato escluso. I carabinieri della sezione di palazzo di giustizia hanno concentrato le indagini proprio sul concorso svolto per la nomina di un ricercatore a Medicina legale e vinto da una candidata con una laurea in Lettere.
Il sostituto procuratore Maria Cristina Palaia ha disposto nei giorni scorsi l'acquisizione della documentazione inerente la selezione. L'inchiesta, al momento contro ignoti, è scattata dopo alcuni esposti. In particolare quelli di uno dei candidati che aveva partecipato alle due selezioni e previsto i risultati delle prove. E per dare maggiore valore probatorio ai suoi pronostici, aveva inviato una lettera al ministro dell'Università e della Ricerca con i nomi dei futuri vincitori, quando ancora non si conoscevano numero e identità dei concorrenti. In effetti, su sei candidati, ha centrato il nome dei due fortunati.
A tutta risposta, dal ministero è arrivata al docente a contratto la comunicazione che le sue segnalazioni erano state girate alla magistratura. E adesso, con la procura di Roma, a occuparsi del caso sono anche i giudici del Tribunale amministrativo regionale del Lazio.
Le indagini dei pm tendono a chiarire se il possesso di una laurea in lettere per un concorso in Medicina legale, sia titolo adeguato. Tanto più che le prove vertevano sugli accertamenti dell'autopsia. Certo, nel bando la Cattolica chiede che i candidati sappiano anche di Bioetica clinica. Ma proprio sulle parole sembra consumarsi l'equivoco. E la vittoria del concorso. La candidata scelta, infatti, ha sì un curriculum orientato sulla Bioetica ma non, naturalmente, su quella clinica. I magistrati vogliono far luce sulla regolarità delle prove e sulle procedure.
E sciogliere ogni dubbio sui possibili vantaggi derivanti dalla parentela stretta della vincitrice con un prof di Medicina che siede anche nel cda dell'università. Ora il candidato escluso dopo cinque anni di insegnamento si sfoga: "Non è la prima volta con lo stesso presidente di commissione: anche l'anno scorso fui l'unico escluso in un concorso per dottorato in Scienze medico-forensi pur essendo il solo ad avere in tasca la laurea in Medicina".
(27 ottobre 2008)
visita LE CERAMICHE DI MARTA
domenica 12 ottobre 2008
Vasi di tutte le forme e non solo per i fiori
giovedì 9 ottobre 2008
"Non mandare quel messaggio"
"Mail Goggles" è un nuovo servizio sperimentale della posta elettronica di GooglePrima di inviare un'email si accerta che l'utente sia lucido. Con un test logico
"Non mandare quel messaggio"Così Gmail ti protegge dalle gaffe
Si attiva nelle ore più a rischio di impulsi improvvisi, ovvero di notte nel weekend
E' CAPITATO a tutti, almeno una volta: si clicca impulsivamente sul tastino "invio" per poi trovarsi a cosa fatta a rimuginare se non proprio a maledirsi, per aver mandato un'email azzardata, sbagliata, inoppurtuna. Dichiarazione d'amore al collega o improvvida comunicazione al capo poco importa: il danno è fatto. E, guardacaso, non succede quasi mai di martedì mattina. La gaffe è in agguato soprattutto nelle ore notturne del weekend, complici una birra o un cocktail di troppo. Ora Google corre ai ripari: per gli utenti della sua popolarissima Gmail sta testando un apposito servizio contro i rimpianti del mattino dopo. Si chiama "Mail Goggles" e per ora è solo in fase sperimentale. Si attiva nelle ore piccole del weekend, e prima di permettere l'invio di un messaggio e-mail controlla che chi scrive sia in possesso delle sue facoltà logiche e mentali. Come? Sottoponendogli un semplice problemino matematico. Se in un tempo ragionevole si riesce a calcolare quanto fa 11 per 2 o 48 meno 38, Gmail deduce che l'utente è sobrio e quindi in grado di reggere tutte le conseguenze delle sue azioni - e missive - telematiche. Se, al contrario, non riesce neppure a fare cinque per due, il filtro entra in azione: e al mattino dopo l'utente potrà ringraziare papà Google per aver stoppato il messaggio prima del fatidico invio. L'applicazione anti-gaffe nasce da un caso personale. L'ingegnere Jon Perlow, che lavora per la compagnia, racconta sul blog Gmail che è capitato anche a lui di mandare messaggi in momenti di debolezza quando invece avrebbe fatto meglio ad autocensurarsi. "Come quella volta - si legge - che a notte fonda ho mandato un'email alla mia ex dicendole che dovevamo rimetterci insieme". Missiva che nel sobrio chiarore del mattino si è palesata in tutta la sua gravità.
Messo a punto da chi sa il fatto suo, "Mail Goggles" per default entra in azione nelle ore più a rischio, ovvero quelle notturne del weekend. Ma una volta attivato, per chi desidera farlo (nell'edizione americana si troverà nella sezione Settings, in alto nella homepage, da cui poi si accede a Labs, la parte dedicata ai servizi in fase di test), si potrà decidere di rendere operativo il filtro anche in fasce orarie diverse: a seconda della propria personalissima mappa di rischio emotivo.
martedì 7 ottobre 2008
La mitica 2 CV compie 60 anni!
lunedì 6 ottobre 2008
Tunnu 'nfurnatu
venerdì 3 ottobre 2008
i gatti nella ceramica e nel decoupage
lunedì 29 settembre 2008
un ricordo di Paul Newman
giovedì 25 settembre 2008
4 e 5 ottobre 2008 L'orchidea UNICEF nella tua piazza

clikka sul link per saperne di più
http://www.unicef.it/web/orchidea/
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martedì 23 settembre 2008
Un ricordo di Oriana Fallaci
Sono passati già due anni dalla sua morte e sto leggendo l'ultimo libro di Oriana fallaci, uscito postumo. Un cappello pieno di ciliegie. Lo trovo interessantissimo e scorrevole, come lo sono stati tutti i libri della Fallaci che ho letto.
L'ho sempre ammirata tantissimo, da quando ero al liceo e leggevo i suoi articoli su L'Europeo.
Inserisco il link di un video molto interssante trovato su Google, per ricordare una donna
eccezionale.
http://video.google.com/videoplay?docid=-830025631960637658
http://www.prezzishock.it/shop/leceramichedimarta
mercoledì 10 settembre 2008
Un anno su PrezziShock
Sono su PrezziShock dall’ agosto del 2007 e, riflettendo su questo anno trascorso tra inserzioni, forum e messaggi privati, non posso certo dire che questa esperienza sia stata negativa.
Era il 6 agosto 2007 e sembra ieri, quando ho scritto il primo post nella sezione BENVENUTO del forum e ad esso sono seguiti tanti post di saluti con tantissime divertenti faccine (anche qualche satanino!) alle quali non ero per nulla abituata , non avendo mai frequentato fino ad allora nessun forum. Avevo risposto a tutti con messaggi privati, non sapendo ancora come bisognasse comportarsi.
Ogni cosa che volevo sapere la chiedevo con m.p. per timore di rendere troppo palese la mia quasi totale ignoranza in materia di computer.
Quando ho voluto provare ad attivare il negozio l’ho scopiazzato di sana pianta da quello di un altro utente che poi mi ha scritto che ciò lo aveva lusingato, ed è stato lo stesso utente a scrivere nel ps di un messaggio: RICORDA CHE ABBIAMO ANCHE LA CHAT, TI ASPETTIAMO
E’ stato così che per la prima volta sono entrata in chat con lui e successivamente anche quando c’erano così tante persone in linea che facevo fatica a seguire i discorsi, si chiacchierava e se nel frattempo un utente voleva condividere un’immagine potevo vederla nel mio computer. Ho conservato per ricordo la foto di una costruzione a forma di piramide. Era un mondo completamente nuovo al quale non ero abituata.
Per quanto riguarda le vendite mi sono data da fare parecchio mettendo le inserzioni in qualche altro sito a carattere “regionale” per poi concludere le transazioni su PrezziShock, pubblicando le foto dei miei lavori in blog e in siti di vario genere. Sono arrivata ad avere 19 feedback, tra questi alcuni sono per acquisti dei quali sono rimasta molto soddisfatta. Per esempio ho acquistato alcune vecchie copie della Domenica del Corriere tra cui una dell’anno di nascita di mio suocero (felicissimo del regalino), alcune vecchie cartoline di località alle quali sono particolarmente affezionata e un libro per bambini scritto da Simone Piazzesi ( Topo Oreste e la Grande città)
Una nota molto positiva è stata che sono diventata “Top Seller”
Non sono state però tutte rose e fiori, ad un certo punto il sito ha avuto una manutenzione radicale, che ci ha costretto a reinserire tutte le foto delle inserzioni e per chi ne aveva più di mille è stata una vera catastrofe. C’era un grande nervosismo che ha portato a scrivere nel forum e nei blog critiche molto pesanti ed insulti a mio parere inammissibili in un luogo pubblico.
E’ seguita una serie di bannature e anche alcuno non bannati hanno conservato del rancore solo in parte nascosto da una facciata di perbenismo e di diplomazia.
Io tendenzialmente preferisco criticare rimanendo a quattr’occhi con l’interlocutore (in questo caso attraverso i messaggi) ed evitargli la pubblica gogna. Solo se vengo tirata per i capelli a volte reagisco pubblicamente ed in questo caso è successo quando è stato paragonato un periodo vergognoso e tragico della nostra Storia alla situazione che stava vivendo questo sito. Qualcuno mi ha criticato perché condivideva il paragone, altri lo hanno fatto perché probabilmente erano arrabbiati, altri ancora mi hanno appoggiato e tra questi anche qualcuno che non era un frequentatore attivo del forum ed ha voluto intervenire eccezionalmente.
Comunque è acqua passata………….
Capisco benissimo che non può andare sempre tutto come vorremmo, le incomprensioni esistono, a volte si scrive una cosa e chi la legge ne capisce un’altra, a volte è sufficiente inserire nel forum la faccina sbagliata.
Nell’insieme questo anno è stato positivo. Sono arrivata che di computer sapevo proprio pochissimo, adesso non posso dire di conoscerlo ma riesco a fare tante cose che per me sono incredibili. Le prime dritte le avevo chieste a Valem86, poi man mano ho cercato di apprendere le informazioni quando si presentava l’occasione.
La cosa più importante è stata che ho conosciuto tante persone e questo per me ho un valore, quando poi si riesce anche ad essere amici al di fuori dei forum, dei blog e delle vendite allora il valore diventa grande, sono proprio felice che mi sia capitato.
So di essere un “ragazza” d’altri tempi, qualcuno (una simpatica canaglia che è stato per un po’ il professor Sgarbi di PS) attraverso il forum di un altro sito di aste suggeriva di bannarmi per i miei post stucchevolmente perbenisti, ma io considero il forum come luogo dove ognuno può scrivere civilmente qualsiasi cosa, libero anche di scrivere solo un “ciao a tutti”, o un “buonanotte” se ha voglia di farlo.
Ammetto a malincuore che stiamo attraversando un periodo di calma piatta, non lo dico per nostalgia della bagarre che c’è stata tempo addietro (non mi manca affatto), ma solo perché il forum vuoto è una tristezza, iscritti nuovi ce ne sono stati parecchi ma quasi nessuno è passato dalla sezione Benvenuto.
Che dire della chat? è diventata l’innominabile, c’è ma nessuno ne parla e tanto meno osa entrarci.
Forse sono un’illusa ma spero che la situazione possa migliorare, con un po’ di buona volontà.
Adesso per le varie feste ed anniversari non si fanno più regali a scelta. Esistono le varie “liste regali” e anch’io per il mio primo anniversario su PS ho pensato di preparare una lista di ciò che mi farebbe piacere ricevere da questo sito. La lista è brevissima perché chiedo solo questo:
A noi utenti di PrezziShock chiedo maggiore partecipazione e collaborazione per unire le nostre (eventuali!) idee,
Agli utenti che si sono trasferiti su altri siti (totalmente oppure parzialmente) chiedo di deporre le armi perchè non c’è in corso nessuna guerra e non è necessario fomentare discordia ad ogni costo. Uno di loro mi ha scritto “Chiaramente i tuoi interessi ed i miei non possono essere convergenti, è ragione sufficiente a ritenere insano ogni altro ulteriore scambio di mail e ragione necessaria a porre fine almeno da parte mia ad ogni ulteriore risposta” E’ evidente che serva prendere una pausa di riflessione e mi auguro di cuore che riesca a dare dei buoni risultati, perchè non mi piace affatto che ci si debba guardare in cagnesco solo perché si mettono inserzioni su siti diversi.
Infine ad Admin chiedo maggiore comunicazione nel tenerci al corrente della situazione del sito e delle eventuali migliorie previste, magari utilizzando anche il forum, oltre alla home page del sito.
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lunedì 8 settembre 2008
ARTE contro cosa NOSTRA
Catania,i genitori vietano la partecipazione perché non gradiscono lo slogan"Arte (contro cosa) nostra" coniato dal teatro Bellini che ha organizzato l'evento
Dance Attack, 2000 contro la mafiaCento ragazzi bloccati dalle famiglie
Per ore piazza Palestro è stata invasa da giovani ballerini e cittadiniIl sovrintendente: "Dedichiamo ai ragazzi assenti l'iniziativa"
CATANIA - Oltre duemila giovani ballerini e cittadini catanesi hanno occupato pacificamente piazza Palestro a Catania. Una festa rovinata dalle famiglie di cento ragazzi che si sono opposte alla partecipazione dei loro figli alla manifestazione promossa dal teatro Vincenzo Bellini.
Per oltre tre ore piazza Palestro è stata invasa da oltre duemila tra giovani ballerini e cittadini che hanno risposto all'appello antimafia lanciato dal sovrintendente del teatro, Antonio Fiumefreddo. Al progetto Dance Attack hanno aderito 24 scuole di danza e diverse associazioni di Catania e provincia, coordinate dalla danzatrice Giusi Vittorino.
Per l'occasione il Bellini ha lanciato il marchio antimafia 'Arte Nostra' da contrapporre a Cosa Nostra per favorire e alimentare la cultura della legalità. E il marchio 'Arte Nostra' sarà il filo conduttore di una serie di iniziative antimafia che il teatro lirico catanese presenterà quest'inverno.
"Quello della danza è un linguaggio universale - ha spiegato Fiumefreddo - e oggi, in questa piazza, è la dimostrazione di come l'arte possa essere anche un messaggio contro tutte le mafie. Grande è la mia sorpresa e enorme la mia soddisfazione per la straordinaria adesione, c'è una parte viva e vitale della città che è ancora maggioranza e che non si rassegna".
Purtroppo la festa è stata rovinata dalla mancata partecipazione di un centinaio di giovani ballerini tra i 14 e i 18 anni, bloccati dalle famiglie. Durante gli ultimi preparativi, mentre lo staff del teatro distribuiva le t-shirt con il logo "Arte (contro cosa) nostra", molti ragazzi non si sono presentati all'appuntamento, pur avendo precedentemente garantito la loro adesione.
Per qualche ora la vicenda ha avuto i contorni di un giallo. Poi il chiarimento. Alcuni di loro, in lacrime, hanno raccontato di aver ricevuto il divieto da parte dei genitori.
"A poche ore dall'evento", ha detto il sovrintendente , abbiamo appreso che gli allievi di una scuola di danza di uno dei quartieri più a rischio della città hanno dovuto rinunciare a scendere in piazza su pressione dei genitori, che non avrebbero gradito il messaggio antimafia della manifestazione. Dedichiamo a questi cento ragazzi l'iniziativa di oggi pomeriggio. Rispetto ai tempi in cui in piazza non scendeva nessuno" ha aggiunto, "registriamo che oggi sono solo in cento a restare a casa, e per giunta costretti. E' una svolta storica".
"Considero utili iniziative come questa" ha dichiarato il sindaco di Catania, Raffaele Stancanelli, "che nascono con il preciso intento di educare i giovani alla legalità e alla lotta alla mafia. Apprendere che la manifestazione di oggi non abbia trovato consenso dimostra quanto si debba ancora lavorare per diffondere la cultura della legalità".
"Un atto molto grave che ci porta indietro nel tempo" commenta il presidente della Provincia di Catania, Giuseppe Castiglione. "La lotta a Cosa nostra - ha osservato - è fondamentale per il futuro economico e sociale della Sicilia, e non si possono dare segnali di cedimento. Le famiglie dei giovani interessati ci ripensino".
(7 settembre 2008)
domenica 7 settembre 2008
Google compie 10 anni
NEWS da LA STAMPA.it
6/9/2008
Buon compleanno Google: 10 anni
MOUNTAIN VIEW Domani Google festeggia il suo decimo compleanno, e dopo essere diventato lo standard nella ricerca su Internet, il colosso di Mountain View punta in futuro a diventare uno dei più grandi protagonisti tecnologici a livello globale.Dagli umili inizi in un garage di Menlo Park, California, la società si è sviluppata fino a diventare uno dei marchi più riconoscibili al mondo, con un giro d’affari annuale di 17 miliardi di dollari, utili pari a 5 miliardi di dollari e un ritmo di crescita del 35 per cento. Nel mondo Google conta circa 19.000 dipendenti a tempo pieno e la capitalizzazione di mercato è pari a 150 miliardi di dollari. Quando il 7 settembre 1998 Larry Brin e Sergey Brin, studenti di informatica all’Università di Stanford, decisero di fondare la loro società non avevano altro che quattro computer e la scommessa di un investitore che li finanziò con 100.000 dollari, credendo che il loro motore di ricerca Internet avrebbe potuto cambiare il mondo dell’informatica. Dieci anni dopo Google è diventato un gigante che controlla circa il 40% della pubblicità online mondiale e il 70% della ricerca. Le ambizioni della società di Mountainview vanno però molto oltre. Negli ultimi mesi ha lanciato la sua suite di programmi per aziende, in dichiarata competizione con Microsoft Office, ed è di questa settimana la presentazione del suo primo browser per la navigazione su Internet, sviluppato per contrastare le leadership di Internet Explorer.Page a Brin, che a 35 anni valgono circa 19 miliardi di dollari ciascuno, hanno sempre definito la filosofia di Google con il motto: «Don’t be evil» (non essere cattivo), ma molti temono ore che il gigante possa venire meno ai suoi principi, essendo sempre più grande e potente. La crescente espansione del controllo di Google sulle informazioni degli utenti e del traffico Internet hanno fatto nascere molte perplessità in materia di privacy e di concorrenza. «Non è possibile fare la cose che stanno cercando di fare senza dover poi affrontare lo scontro con il governo o con i rivali», ha detto Danny Sullivan, giornalista di SerachEngineLand che ha seguito Google fin dai suoi inizi. Del resto l’attenzione delle autorità antitrust sull’attività di Google sta crescendo Vi è la concreta possibilità che il piano stretto con Yahoo per lo sfruttamento di spazi pubblicitari su Internet venga bocciato dalle autorità. Inoltre si sono intensificati gli attacchi dei gruppi in diesa della privacy, che vorrebbero limitare la possibilità che Google ha di trattenere le informazioni di ricerca dei circa 650 milioni di utenti che lo utilizzano. Se i governi decidessero di promuovere leggi limitative in questa direzione, l’attività di ricerca di Google sarebbe meno rilevante per gli inserzionisti pubblicitari. ll dominio tra i motori di ricerca ha consentito a Google di raccogliere circa 48 miliardi di dollari in annunci pubblicitari via Internet dal 2001. Tuttavia Google non ha trattenuto tutto per sé, ma ha pagato commissioni per 15 miliardi di dollari ad altri siti che ospitano i suoi spazi pubblicitari, aiutando così lo sviluppo di altre grandi destinazioni del mondo virtuale, come Aol, Myspace o Ask.com. «Google è l’ossigeno in questo ecosistema», ha detto John Battelle, autore di un libro sulla società.Google punta a far fruttare alcuni suoi investimenti, come la società di servizi marketing online DoubleClick, acquistata sei mesi fa per da 3,2 miliardi di dollar, o il sito di videoclip online YouTube, che dovrebbe generare 200 milioni di dollari di giro d’affari quest’anno ma che gli analisti ritengono sia solo una frazione del suo potenziale di crescita. Il presidente della società Eric Schmidt vorrebbe che Google arrivasse ad un giro d’affari annuale pari a 100 miliardi di dollari l’anno, che lo porterebbe ad avere dimensioni paragonabili a quelle delle due maggiori società informatiche al mondo: Hewlett-Packard e Ibm. Quest’anno Google supererà per la prima volta la soglia dei 20 miliardi di dollari. Schmidt, Brin e Page hanno stretto un patto per rimanere il fulcro della società fino al 2024. L’importanza di Google nel mondo della società tecnologiche è stata enfatizzata nella prima parte di quest’anno dal disperato tentativo di Microsoft di acquistare Yahoo e ritagliarsi uno spazio nel campo della pubblicità online. Il colosso di Redmond è arrivato a offrire 47,5 miliardi di dollari per acquistare Yahoo, senza riuscire nell’impresa. L’idea che Microsoft avrebbe speso tante risorse per competere con Google sarebbe stata inconcepibile nel 1998, quando i due studenti di Stanford decisero di convertire un loro progetto di ricerca, intitolato «The Anatomy of a Large-Scale Hypertextuale Web Search Engine» (l’anatomia di una motore di ricerca ipertestuale su larga scala), in un’azienda. Brin e Page cominciarono ad interessarsi alla ricerca Internet già nel 1996, ritenendo che molti contenuti importanti non venissero trovati dai motori di ricerca di allora. Le società dietro ad essi, Yahoo, Alta Vista ed Excite - avevno spostato l’attenzione dalla ricerca e si concentravano sempre più sulla costruzione di siti web dai contenuti molteplici. A quel tempo, la ricerca Internet non veniva considerata una priorità, ma i due ragazzi convinsero Andy Bechtolstein, uno dei fondatori di Sun Microsystems, a finanziarli con un capitale iniziale di 100.000 dollari. Il nome Google è ispirato al concetto di «googol», che in matematica esprime un 1 seguito da 100 zeri.
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giovedì 4 settembre 2008
FOLKLORE SICILIANO
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Breve video che ho girato nel mese di luglio a Marzamemi - Pachino durante le serate del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera
venerdì 29 agosto 2008
Obama: "La mia promessa per cambiare l'America"
Obama:
"La mia promessa per cambiare l'America"
Una nazione di frignoni? Andatelo a dire ai lavoratori dello stabilimento del Michigan che, pur avendo scoperto che la fabbrica avrebbe chiuso, hanno continuato ad andare al lavoro perché sapevano di essere le persone su cui la gente contava. Andatelo a dire alle famiglie dei nostri soldati, che si sono fatti tre turni in Iraq. Non sono frignoni, sono l'America che conosco. Non credo che il senatore McCain non si preoccupi di cosa succede nelle vite degli americani. Solo, non lo sa.












































































