Ciao, mi chiamo Marta. Per hobby dipingo la ceramica e decoro oggetti con la tecnica del decoupage. Nel mio blog si parla quindi di ceramica e di decoupage ma anche di libri, cinema, musica e.....di molto altro

giovedì 12 marzo 2009

Pace nel mondo e gelati per tutti








Stamattina ho letto quest'articolo su repubblica.it


Lo trascrivo perchè l'innocenza di queste letterine è veramente toccante, riesce a farsi strada anche tra tutte le terribili notizie che oggi sono in prima pagina.



Una Ong ha raccolto 826 lettere scritte da piccoli americani al nuovo presidente degli Stati Uniti. Il risultato è un libro


dal corrispondente di Repubblica.it MARIO CALABRESI


NEW YORK -



"Caro Presidente Obama dovresti decidere che il weekend dura tre giorni, fare gli affitti che costano meno soldi e dare alla gente animali gratis". La lista dei desideri è stata spedita alla casa Bianca da Emily Morales, 9 anni, che abita a San Francisco. La sua è una delle 40mila lettere che arrivano ogni giorno al nuovo presidente degli Stati Uniti, ma ora fa parte di un libro che raccoglie bigliettini e disegni di bambini tra i 6 e i 14 anni che partecipano ai doposcuola gratuiti fondati dallo scrittore Dave Eggers in diverse città americane, da San Francisco a Chicago, da Seattle a New York. I bambini sono stati una presenza costante della campagna elettorale di Obama, erano all'inaugurazione a Washington, ai comizi, erano con i genitori a fare il porta a porta in Pennsylvanya o in Indiana e ricordano la festa del 4 novembre: "Tutti nel mio quartiere - racconta Teresa di San Francisco - si sono messi a suonare i clascson delle macchine, a gridare e a mandare sms sul fatto che eri stato eletto presidente".




I genitori li portavano con loro, sia che fossero neonati sia che frequentassero già le scuole medie, per raccontargli un giorno che avevano partecipato a qualcosa di storico, oppure semplicemente perché non avevano trovato una baby sitter o una nonna che li tenesse.


Candidato e poi presidente non tradizionale, giovane, capace di usare internet, i video e molta musica, Obama parla e si muove in un modo che per i ragazzini è familiare, più simile a un rapper che ad un politico, e questo spiega la ragione del suo successo tra i più giovani e la moltiplicazione di libri per bambini che parlano di lui. Ma non va dimenticato il fatto, come dimostrano le lettere, che ha due figlie piccole e che ha promesso di regalare loro un cane. Nei fogli di quaderno scritti a mano dai bambini si ritrovano naturalmente i desideri e le speranze dei genitori, come dimostrano i temi di cui si parla di più: l'ambiente, la guerra, il razzismo e la disoccupazione. Ma fortunatamente vengono fuori anche i temi più legati all'infanzia: dai compiti a casa - "Fai una legge - suggerisce Mireya, 8 anni - che dice che i bambini devono fare solo una pagina di compiti alla settimana" - ai giocattoli, dagli animali ai suggerimenti su come comportarsi con il fantasma di Abramo Lincoln alla Casa Bianca.




Caro signor Obama puoi regalarmi i soldi per comprarmi un Nintendo Ds?", chiede candidamente Giuseppe Pacheco che ha 7 anni, mentre Amir Abdelhadi, di 6 anni ha dettato alla sua maestra a Chicago questo biglietto di desideri: "Se fossi il presidente avrei delle persone che mi aiutano con i compiti, riempirei la Casa Bianca di cioccolato e ragù (ma non insieme) e regalerei zucchero filato e cibo alla gente per cena". Il dodicenne Weslie Jackson per superare la crisi propone di fotocopiare le banconote da 20, 50 e 100 dollari e non è da escludere che il ministro del Tesoro Geithner non prenda ispirazione. Molte lettere sono personali e commoventi, soprattutto quelle dei figli degli immigrati: "Vorrei che mi aiutassi - scrive Alanis Gordillo di 10 anni - a far venire il resto della nostra famiglia da El Salvador, poi potresti dargli un lavoro e farli diventare cittadini americani". Jennifer Munoz aggiunge: "Aiuta gli immigrati che non commettono crimini perché non è colpa loro se sono immigrati".




Chissà se qualcuno di loro avrà ricevuto un biglietto autografo dal presidente: ogni mattina Obama trova sulla scrivania dello Studio Ovale una selezione della sua posta, circa dieci lettere delle oltre 40mila, e cerca di rispondere personalmente e di suo pugno almeno a queste. "Mi raccomando non deludere gli Stati Uniti", gli suggerisce Alex Morones, 10 anni, di Los Angeles, che però si dimostra molto più comprensivo di intellettuali, commentatori e liberal: "Ti è già venuta qualche buona idea? Ancora niente? Ok. Va bene lo stesso".










(12 marzo 2009)




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